Filomena Marturano in scena al teatro Don Bosco di Caserta

Eduardo De Filippo scrisse “Filumena” per la sorella, Titina, in pochissimo tempo, soprattutto di notte. Ella, infatti, si era sempre lamentata del fatto che il successo teatrale fosse sempre maschile, mai accompagnato ad una figura femminili, prima attrice.

Lo scritto, la sua trama, si spiega secondo una perfetta giustapposizione di Napoli di bassi, miserevole, e la Napoli “buona”, più leggera. Protagonista è una prostituta, la cosiddetta Filumena, amante e amministratrice dei beni di un pasticciere molto ricco, che viene spinto dalla donna ad un matrimonio per la falsa diagnosi di prossima morte. Alla fine, ciò che trionfa, è proprio il valore di famiglia che la stessa Filumena ha sempre adorato.

Dopo 70 anni dalla prima messa in scena, Vincenzo Fretta, ha deciso di mettersi a confronto con tale classico.

Da più cara delle sue creature, “Filumena Marturano” è realmente una delle opere di Eduardo De Filippo più conosciute e apprezzate, a livello nazionale e internazionale.

L’11 marzo, alle 20.30, presso il teatro “Don Bosco” di Caserta, con la compagnia “Frizzi e lazzi”, “Filumena” sarà portata in scena dal Fretta, direttore, regista e attore. SAl suo fianco ci saranno Rossella Iodice (Filumena), Michele Di Nuzzo (Alfredo Amoroso), Clementina Gaudino (Rosalia Solimene), Lucia Rossi (Diana), Rosalinda Della Valle (Lucia), Salvatore Musone (Umberto), Domenico Mincione (Riccardo), Domenico Grillo (Michele), Francesco Aimone (Avvocato Nocella), Annalisa Mocerino (Teresina), Antonio Di Giovanni e Salvatore Terziario (facchini).

 

Caterina Piantieri

 

About Caterina Piantieri

Nata il 14/04/1995 a Maddaloni (CE). Laureanda presso la Seconda Università degli Studi di Napoli in Lettere Moderne. Le piace la musica, tanto da aver imparato a suonare la chitarra da autodidatta e compone testi. Conoscere e cominciare a scrivere per Informare, oltre ad essere qualcosa di più concreto dal punto di vista “sociale”, é stato inaspettato e completante, perché mi ha permesso di capire ancora qualcosa in più sul mio conto e, decisamente, ciò che voglio dalla mia vita. Non posso, quindi, fare a meno di dire: tutto questo – l’essere parte di una squadra, la possibilità di collegarsi alle persone tramite la cosa che mi piace di più e quella di conoscerne sempre di nuove – è quello che voglio fare.
Decisamente, quello per cui vivo.