Caserta e le sue arti: Paolo Bini alla Reggia

Domenica 18 dicembre, alle ore 17, si terrà – presso la Reggia di Caserta – la mostra artistica personale dell’artista Paolo Bini, intitolata “Left Behind”, che avrà vita in quattro sale del complesso monumentale situate al primo piano.
L’esposizione, curata da Luca Beatrice – curatore del Padiglione Italia, Biennale di Venezia 2009), è un site-specific, appunto innestata in un ambiente preciso e in stretta correlazione con tutti gli elementi dello stesso.
In ognuno dei quattro ambienti, saranno esposte delle pere che l’autore ha creato in relazione alle loro caratteristiche: nel primo, si potranno ammirare tre grandi dipinti in acrilico su tela; nel secondo, ci saranno diverse opere pittoriche monocromatiche in acrilico, su nastro di carta su tela (tecnica particolare ci Bini), che ricreeranno una costellazione e il richiamo alle modalità di allestimento delle quadrerie borboniche; nel terzo e nel quarto, infine, ci saranno due opere a carattere ambientale, una delle quali è un wall painting, un particolare dialogo con gli affreschi della volta.
L’esposizione sarà visitabile fino al 18 gennaio 2017.

NOTA BIOGRAFICA Paolo Bini (Battipaglia, Salerno, 1984). Si è diplomato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli al Dipartimento di Scenografia, ha studiato con Massimo Bignardi e Salvatore Michelino. Nel 2007 è stato assistente dello scenografo Gerardo Viggiano presso il Cinespettacolo della Grancia a Brindisi di Montagna. L’esperienza nel campo della scenografia ha contribuito e ancora oggi contribuisce, talvolta, alla “messa in scena” delle sue opere. Nel 2008 dopo la mostra “Casellari della Memoria” presso l’Università di Siena, Palazzo San Galgano, una sua opera entra nella Collezione d’arte contemporanea della Scuola di Specializzazione dell’Università di Siena, mentre l’anno seguente un suo lavoro entra a far parte della Collezione permanente del Museo – FRAC, Baronissi. Nel 2010 tiene prima una mostra personale presso Museo Palazzo Bianco a Genova e successivamente partecipa alla Residenza Artistica presso il Grad Kultural Center di Belgrado a cura di Componibile62 e lavora per un periodo all’Avana grazie a un progetto a cura del Centro Di Sarro, Roma. In questa occasione espone per la XIII Settimana della Cultura e della Lingua Italiana presso il Museo San Francisco de Asìs della capitale cubana. Questi due viaggi segnano profondamente l’assetto evolutivo nell’esperienza artistica di Bini in dialogo con il suo lavoro su tematiche come la dissolvenza e l’atmosfera. Nel 2013 è il primo artista a inaugurare la Residenza ARP, invenzione del Centro Documentazione Ricerca Artistica Contemporanea Luigi Di Sarro a Cape Town. In quell’occasione tiene una personale dal trasognato titolo “Brink of the Ocean” presso Provenance House a Cape Town. Nel 2014 tiene prima una personale presso il Museo Casa Ludovico Ariosto a Ferrara, poi una doppia personale con Donald Baechler presso la galleria Pedana di Caserta e successivamente presenta un’opera site-specific presso la Fondazione Donna Regina – Museo MADRE di Napoli. Nel 2015 entra a far parte della Presidential Collection of Public Works di Cape Town e della Leuu Collection di Franschhoek. Durante l’anno in corso tiene la sua seconda personale in Sudafrica presso la Everard Read Gallery, un suo dipinto entra a far parte della Collezione Permanente del Museo MADRE di Napoli e vince la XVII Edizione del Premio Cairo. Vive e lavora a Battipaglia, Salerno.

About Caterina Piantieri

Nata il 14/04/1995 a Maddaloni (CE). Laureanda presso la Seconda Università degli Studi di Napoli in Lettere Moderne. Le piace la musica, tanto da aver imparato a suonare la chitarra da autodidatta e compone testi. Conoscere e cominciare a scrivere per Informare, oltre ad essere qualcosa di più concreto dal punto di vista “sociale”, é stato inaspettato e completante, perché mi ha permesso di capire ancora qualcosa in più sul mio conto e, decisamente, ciò che voglio dalla mia vita. Non posso, quindi, fare a meno di dire: tutto questo – l’essere parte di una squadra, la possibilità di collegarsi alle persone tramite la cosa che mi piace di più e quella di conoscerne sempre di nuove – è quello che voglio fare.
Decisamente, quello per cui vivo.