Caserta e Castel Volturno, il Prefetto Castaldo parla delle priorità: «Implementare il sistema di misure di prevenzione antimafia»

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Già Prefetto di Siracusa e Pisa, Giuseppe Castaldo, oggi si trova dinanzi un nuovo percorso nella sua ampia carriera professionale. Difatti, il 28 ottobre 2021, Castaldo è stato incaricato dal Consiglio dei Ministri per svolgere le funzioni di Prefetto di Caserta, anche con incarico di Commissario straordinario del Governo per l’area del Comune di Castel Volturno. Il casertano è un territorio con grandi potenzialità, ma mille disagi, perlopiù dettati dall’insistente presenza della criminalità organizzata nell’economia legale. Il Prefetto Castaldo, forte delle esperienze passate, ha ben chiari quali sono gli obiettivi da portare avanti e i punti su cui lavorare per il ripristino della legalità; Informare ha incontrato in Prefettura il dott. Castaldo, riscontrando ampia disponibilità e sensibilità per un’informazione corretta sui lavori della Prefettura.

Dott. Castaldo abbiamo avuto piacere di leggere della sua esperienza professionale come Prefetto di Siracusa. In quell’occasione ha realizzato significative attività di mediazione sociale e di tutela della legalità contro le infiltrazioni della criminalità organizzata. Cosa porta con sé da questa importante esperienza in un’area difficile?

«Grande soddisfazione per l’esperienza personale e professionale acquisita.
Ho avuto modo, a Siracusa come a Pisa, mia seconda sede, di toccare con mano l’enorme patrimonio di intelligenze, energie, voglia di fare e solidarietà che anima le realtà delle nostre province. È grazie alla ricerca di ogni utile sinergia con gli attori del territorio che si sono realizzati risultati quali l’approvazione di nuovi protocolli di legalità e anticontraffazione, la diffusione di strumenti di sicurezza partecipata come il controllo di vicinato o la valorizzazione delle progettualità in tema di videosorveglianza».

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La pandemia da covid-19 e il recente aumento vertiginoso dei contagi in che modo sta condizionando il lavoro della prefettura? Come state reagendo dinanzi tale emergenza?

«Le Prefetture hanno svolto un ruolo centrale per coordinare il dispositivo dei controlli: nel corso dei Comitati Provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica e dei successivi Tavoli tecnici, sono state fornite puntuali indicazioni per la predisposizione degli interventi e dei controlli che ciascuna istituzione, Forze di Polizia e Sindaci, è stata chiamata a svolgere per assicurare il rispetto delle misure di contrasto alla diffusione dei contagi. La collaborazione interistituzionale, il coordinamento degli interventi, il monitoraggio sull’attuazione delle misure, la corretta informazione e il coinvolgimento dei cittadini sono risultati indispensabili per assicurare l’uniformità e l’efficacia delle azioni poste in essere per la salvaguardia della salute pubblica e far fronte agli effetti della pandemia. È stata, altresì, attivata una periodica interlocuzione con i rappresentanti delle principali associazioni sindacali e di categoria, anche al fine di agevolare ogni iniziativa volta a coniugare le esigenze di tutela del sistema produttivo e dei livelli occupazionali con il puntuale rispetto delle misure disposte per il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro.
Anche il tema della prevenzione del fenomeno dell’usura e di ogni rischio di infiltrazioni illecite nel tessuto produttivo, in relazione alle difficoltà degli operatori economici, è stato specifico oggetto di attenzione. Direttive sono state impartite alla Forze dell’ordine sul rafforzamento delle attività di prevenzione e controllo in funzione antiusura e antimafia, per cogliere i segnali legati ad operazioni sospette, ai fenomeni di acquisizione di imprese e immobili e all’offerta di liquidità opaca.
Tra le altre attività delle Prefetture merita, infine, segnalare i Tavoli prefettizi per il raccordo scuola/trasporti, le autorizzazioni rilasciate alle imprese legate a servizi essenziali per proseguire le attività durante il lockdown, il supporto alla campagna vaccinale».

Lo scorso 28 ottobre è stato incaricato Prefetto di Caserta. Che analisi ha potuto sviluppare su quest’area geografica e sulle sue complesse dinamiche sociali?

«Caserta è una realtà policentrica, caratterizzata da una base demografica forte e vitale, straordinariamente giovane rispetto alla media nazionale e con un’alta e diffusa densità sul territorio, come testimonia lo sviluppo della città continua tra Capua e Maddaloni. La provincia rappresenta una cerniera tra la conurbazione napoletana e le regioni centro-settentrionali. Ciò rinnova quella funzione di ponte tra aree diverse già assolta in passato, grazie alla collocazione a cavallo della via Appia, la Regina Viarum dei romani. Il casertano è una terra di grandi potenzialità: il tessuto di micro e piccole imprese, spesso frutto della locale imprenditoria giovanile, può rappresentare una opportunità, nel segno dell’innovazione, per la crescita e l’occupazione autonoma. Temi di forte impatto restano quelli della tutela e del ripristino ambientale, della inclusione sociale e della tutela e sicurezza del lavoro, fattori essenziali, in parallelo con l’affermazione forte delle legalità, per assicurare un equilibrato sviluppo agli insediamenti e alle comunità».

Quali sono le priorità da affrontare sul territorio casertano?

«La fondamentale priorità è quella dell’affermazione piena della legalità, in un territorio storicamente oggetto a più riprese dell’aggressione della criminalità organizzata e in cui è molto elevato il rischio di infiltrazioni nel circuito dell’economia legale. Oltre a rafforzare la collaborazione con le autorità giudiziarie, intendo, al riguardo, implementare il sistema delle misure di prevenzione antimafia: le amministrazioni locali della provincia sonno state recentemente sensibilizzate sulla esigenza di attivare ogni forma di tutela anticipata, utilizzando a pieno gli strumenti offerti dalla consultazione della Banca dati nazionale antimafia per monitorare le attività economiche. Andranno, inoltre, sviluppate nuove forme di collaborazione, con gli enti interessati, per un rigoroso controllo antimafia nel campo degli appalti in settori rilevanti e per creare le indispensabili sinergie tra tuti gli attori, anche al fine di mettere in sicurezza i nuovi investimenti legati al PNRR. In via generale, non esistono risposte semplici alla domanda di sicurezza dei cittadini. La sicurezza è un bene comune e la strategia non può che essere multilivello. Servono risposte di sistema che assicurino la massima convergenza delle scelte di tutti i soggetti a vario titolo coinvolti, al fine di garantire legalità, sicurezza e sviluppo. Basti pensare al tema della sicurezza urbana e alla diffusione dell’alcool tra i più giovani. Un fenomeno su cui è necessario lavorare assieme per trovare adeguate risposte. Serve il coinvolgimento della scuola, delle famiglie e delle stesse associazioni di categoria degli esercenti pubblici, il cui apporto collaborativo potrebbe trovare la veste di un codice di autoregolamentazione».

Lei è, inoltre, Commissario straordinario del Governo per l’area del Comune di Castel Volturno. Un comune che ha pagato negli anni l’egemonia del clan dei casalesi e di una malagestione politica. Che impegno sente di prendere la Prefettura di Caserta con i cittadini castellani?

«Castel Volturno è un territorio con una situazione del tutto peculiare, che merita la massima attenzione. I precedenti Commissari sono intervenuti attraverso la definizione di un primo protocollo, che ha coinvolto Regione Campania, Comune e Ministero dell’interno. Il mio impegno sarà rivolto, in primo luogo, a garantire fattivamente il completamento degli interventi previsti da quel protocollo, per poi individuare nuovi interventi e risorse per aggredire le criticità di quest’area».

Alcune Istituzioni possono peccare di distanza sociale con la cittadinanza. Quanto è importante che Istituzioni come “il Prefetto” siano vicini alle reali necessità dei cittadini?

«Ho sempre cercato di dare risposte condivise ed efficaci ai bisogni delle comunità provinciali e alle esigenze del territorio, coltivando l’ascolto, il dialogo e il confronto con tutti gli attori e riscontrando il fattivo sostegno degli attori della vita istituzionale, economica e sociale. Sono convinto che solo attraverso una forte collaborazione tra istituzioni e tra settore pubblico e privato è possibile accrescere per i cittadini la sicurezza e la qualità della vita. Su questo obiettivo assicuro tutto il mio impegno».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°227 – MARZO 2022

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