informareonline-elezioni-comunali-2021-caserta-giovine-chiarezza-sul-biodigestore

Caserta Decide: “Mai con Marino”, le parole del consigliere Giovine

Gianrenzo Orbassano 09/07/2024
Updated 2024/07/09 at 3:04 PM
5 Minuti per la lettura

No, Caserta Decide, alternativa politica all’attuale governo cittadino, non farà nessun accordo con il PD di Carlo Marino, specie in questi giorni dove il Comune di Caserta e la sua maggioranza sono colpite da uno scandalo riguardante reati di corruzione e falsità in atti pubblici. A confermarlo – ma non è la prima volta – è Raffaele Giovine, capogruppo della forza politica che rimarrà quindi all’opposizione: “Nessun patto, niente adesione alla maggioranza. Restiamo fermamente all’opposizione“.

Giovine, Caserta Decide: “Le politiche sociali di questa città sono scomparse”

Ma Giovine e il suo gruppo rincarano la dose: “Le politiche sociali di questa città sono scomparse; il Puc è stato volutamente tenuto nel cassetto mentre spuntavano centri commerciali come funghi; il Macrico non ha ancora una destinazione urbanistica volta a renderlo inedificabile; la manutenzione delle strade, del verde, degli edifici pubblici, è vergognosa. L’ascolto delle realtà sociali è inesistente“. 

Fa ancora discutere lo scandalo che ha colpito l’attuale amministrazione: qualche settimana fa, infatti, i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari, emessa dall’Ufficio GIP del Tribunale di Santa Maria C.V., su richiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di un assessore del Comune di Caserta, due Dirigenti ed un dipendente dello stesso Comune oltre ad un imprenditore operante nella provincia di Caserta, indagati per i reati di corruzione e falsità in atti pubblici. Il citato provvedimento cautelare riflette gli esiti di un’attività investigativa coordinata dalla Procura Sammaritana e dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta e ha censito – nella fase delle indagini preliminari – un quadro caratterizzato da condotte delittuose che avrebbero alterato o turbato il normale e lecito andamento degli affidamenti di lavori pubblici del Comune di Caserta.

Le indagini che colpiscono l’amministrazione Marino

L’indagine ha consentito, altresì, di accertare (in fase meramente investigativa e in assenza di contraddittorio) un grave quadro indiziario in ordine agli affidamenti dei lavori pubblici del citato
Comune. Durante tutto l’arco temporale in cui gli indagati sono stati monitorati si è assistito a collusioni finalizzate a indirizzare l’esecuzione e la gestione di affidamenti di lavori in cambio di promesse o dazioni di utilità.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli odierni indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva e che la misura cautelare è stata adottata senza il contraddittorio che avverrà innanzi al Giudice che potrà anche valutare l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli indagati.

Il PD a Caserta faccia una riflessione profonda

Il tribunale del Riesame di Napoli ha poi annullato l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari e rimesso in libertà l’assessore comunale di Caserta Massimiliano Marzo, il dirigente Giovanni Natale e il dipendente comunale Giuseppe Porfidia, tutti coinvolti nell’inchiesta della procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sul sistema di corruzione legato agli appalti del Comune di Caserta.

I tre indagati erano stati arrestati dai carabinieri il 13 giugno scorso insieme all’altro dirigente comunale Franco Biondi e all’imprenditore Gioacchino Rivetti, ma pure questi due ultimi ieri sono stati posti in libertà dal tribunale del Riesame. Per la procura, Marzo avrebbe favorito alcuni imprenditori nell’assegnazione degli appalti ottenendo in cambio voti e fornendo loro il materiale edile venduto presso la sua azienda. 

Ecco quindi che per Caserta Decide “questa combinazione di forze e di persone che sta amministrando, non funziona, non produce risultati per la città, e per il bene della città stessa farebbe bene ad ammettere il fallimento e dimettersi. Invitiamo, inoltre, il Partito Democratico a una riflessione profonda“. 

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *