Casa Sveva a Napoli: intervista a Federica Postiglione

715
Informareonline-casa-sveva-a-napoli-intervista-a-federica-postiglione
Pubblicità

Federica Postiglione è la presidente della Sezione Campana dell’Unitalsi, che da anni svolge il suo servizio e dona il suo amore alle persone più fragili, insieme ad un meraviglioso ed instancabile gruppo di volontari. Già dall’inizio della sua candidatura Federica, aveva nella sua mente un progetto bello forte. Quel sogno oggi si è realizzato, è lì proprio davanti ai propri occhi e quelli di tantissime altre persone e prende il nome di Casa Sveva.

Casa Sveva è uno di quei progetti di solidarietà che meritano la massima attenzione e amore indissolubile. L’ultima, in ordine di tempo, delle strutture di accoglienza del “Progetto dei Piccoli” Unitalsi, che ospiterà le famiglie per essere vicini ai propri bambini e ragazzi ricoverati presso i centri pediatrici di eccellenza campani. La struttura sorge in zona Posillipo con vista sul Golfo di Napoli, nasce dalla donazione della famiglia Paternó e dalla collaborazione con la Parrocchia San Gioacchino. L’inaugurazione avverrà sabato 25 settembre, dove presiederà l’Assistente Sezionale S.E. Arcivescovo Beniamino Depalmai.

Pubblicità

Tra le prime e nuove lacrime versate di questi giorni, e il cuore colmo di gioia, siamo riusciti a strappare un’intervista alla presidente della Sezione Campania.

Informareonline-Casa-svevaFederica, inizierei subito con la prima domanda: cos’è e come nasce “Casa Sveva”?

«Casa Sveva è una casa di accoglienza per le famiglie dei bambini ricoverati per lunghe degenze negli ospedali pediatrici campani. Nasce all’interno del “Progetto dei Piccoli”, che l’Unitalsi Nazionale ha iniziato un po’ di anni fa, e che già vede 11 case presenti su tutto il territorio nazionale in collaborazione con gli ospedali pediatrici più importanti, tra i quali il Bambin Gesù di Roma, il Gaslini di Genova il Meyer di Firenze, e quindi abbiamo ritenuto opportuno anche in Campania avere una casa per ospitare queste famiglie».

Una casa pronta a donare a tutti gli ospiti il calore e l’amore della famiglia, la gioia e la voglia di condividere momenti di vita. Perché prende questo nome?

«Si chiama casa Sveva perché abbiamo pensato di intitolarla a Sveva Paternò. Una sorella unitalsiana, cara a tantissimi di noi, che ha svolto sempre il suo servizio con l’Unitalsi campana, ed è sempre stata molto attenta alle esigenze degli ammalati e delle persone deboli. Una persona che ha dedicato tantissimo tempo della sua vita al servizio degli ammalati, non solo con l’Unitalsi ma anche con l’hospitalitè di Lourdes. Infatti, era una stagista che faceva servizio almeno una, se non due volte l’anno alle piscine di Lourdes».

Quando ci sarà l’inaugurazione?

«L’inaugurazione si terrà sabato prossimo 25 settembre alle ore 17:00 nella parrocchia di San Gioacchino, a Napoli, in via Orazio: perché la casa insiste proprio nel territorio della parrocchia di San Gioacchino».

Cosa spinge a una giovane come lei per giunta presidente dell’Unitalsi Campana, e anche molti altri volontari dell’associazione, a proporsi in questo nuovo progetto d’amore?

«Certamente sia io che tutti i volontari, che mi hanno accompagnato in questo nuovo progetto e che sicuramente seguiranno con grandissima dedizione il servizio nella casa Sveva, siamo stati animati da quella voglia irrefrenabile che si conosce attraverso il servizio unitalsiano; di volersi porre accanto alle persone in difficoltà.  Proprio per accompagnarli anche nelle cose più pratiche, nella burocrazia, nelle visite mediche. Insomma, nelle cose della vita quotidiana trovandosi lontani dalle proprie abitudini, dalle proprie case e molto spesso anche dai propri paesi. Perché questa casa sicuramente ospiterà anche famiglie straniere, che vengono appunto in Italia per cercare sollievo e speranza di guarigione per i loro figli».

Sicuramente ci sono state già le prime lacrime di gioia, che ormai conosco anch’io molto bene. Ma cosa ti emoziona particolarmente in questi giorni?

«Lacrime di gioia ne abbiamo versate tante nel nostro servizio unitalsiano. Sicuramente oggi le abbiamo versate, perché abbiamo visto realizzare un sogno, che è stato diciamo da subito, dall’inizio della mia presidenza, un progetto che avevo in mente chiaro, forte. Una cosa che mi emoziona moltissimo in questi giorni, e vedere proprio il servizio di tanti volontari che si dedicano giorno e anche la notte, soprattutto. Perché poi, di giorno tutti quanti lavoriamo, e quindi anche la notte per preparare e far trovare pronta questa casa per sabato. E poi mi emoziona l’entusiasmo con la quale è stata accolta la creazione di questa casa, e tanti progetti che già si stanno facendo sia per quanto riguarda l’arredo, sia per la gestione della casa. E poi per quanto riguarda proprio l’accoglienza delle prime famiglie che dovrebbero venire a brevissimo».

Federica, le va di raccontarci del dono di Papa Francesco?

«Papa Francesco, alla fine del 2016, ha regalato al Progetto dei Piccoli un camper. Proprio perché ha recepito la necessità di accompagnare molto spesso le famiglie con i loro piccoli ammalati nei vari ospedali che si trovano su tutto il territorio nazionale. Tant’è vero che questo camper ha già accompagnato diverse famiglie sia al Gaslini di Genova, sia al Bambin Gesù, al Gemelli di Roma. Adesso è a Napoli per inaugurazione di casa Sveva, ma è pronto a partire il giorno dopo l’inaugurazione, cioè il 26 settembre, per Lourdes. Per accompagnare una famiglia con una bimba gravemente ammalata. Per cui è un dono che ci dà la possibilità di accompagnare materialmente e fisicamente queste famiglie per i loro ricoveri o anche per loro visite specialistiche».

 di Grazia Sposito

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità