Cartella esattoriale pec

Cartella esattoriale: la notifica a mezzo Pec è inesistente

Davide Daverio 23/09/2022
Updated 2022/09/23 at 12:54 PM
2 Minuti per la lettura

Sicuramente tra gli eventi che più terrorizzano gli italiani si annovera quello della notifica di una cartella esattoriale. Con l’avvento delle nuove tecnologie, non ultima la Posta elettronica certificata (Pec), che sostanzialmente sostituisce la classica raccomandata con avviso di ricevimento, e che può essere usata, in certe condizioni, anche per la notifica di atti giudiziari, non è raro vedersi recapitare, soprattutto per i soggetti titolari di casella pec, una cartella esattoriale.

Cartella esattoriale e Pec: cosa prevede la legge

Dal 2013, la legge prevede che la notifica degli atti giudiziari possa avvenire anche a mezzo posta elettronica certificata, ma solo se l’indirizzo di provenienza è presente nei cosiddetti “pubblici elenchi (IPA, Reginde, IniPec) individuati dall’apposita normativa.

La giurisprudenza di legittimità ha più volte ribadito tale principio stabilendo che “la notificazione può essere eseguita esclusivamente utilizzando un indirizzo di posta elettronica certificata del notificante risultante da pubblici elenchi”.

Il caso di Termoli

Conformandosi a tale principio, il Giudice di Pace di Termoli, con una recentissima pronuncia, ha accolto il ricorso di un contribuente che aveva dato prova che l’Agenzia di Riscossione aveva usato, per la notifica di una cartella esattoriale, un indirizzo di posta elettronica certificata non presente nei pubblici elenchi, condannando l’ente notificante alla rifusione delle spese di giudizio.

Pertanto, è sempre buona regola controllare non solo la regolarità dell’atto notificato, ma anche la regolarità della notifica.

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