Bonus benzina

Caro benzina, si valuta l’ipotesi aggiotaggio

Angelo Velardi 06/01/2023
Updated 2023/01/06 at 5:05 PM
4 Minuti per la lettura

“Quando fate 50 euro di benzina, 15 vanno al benzinaio e 35 vanno allo Stato tra IVA e le famose accise sulla benzina: delle tasse, in alcuni casi vecchissime. 35 euro su 50 vanno allo Stato italiano ed è una vergogna! […] Noi pretendiamo che le accise sulla benzina vengano progressivamente abolite, perché è uno scandalo che le tasse dello Stato italiano compromettano così la nostra economia“.

Il virgolettato non è di un automobilista che all’alba del 2023 ha visto aumentare il prezzo del diesel in media di 20 centesimi, né di un indignato cittadino che ha visto il prezzo della benzina in self service varcare di nuovo la soglia degli € 1,80 al litro.

A gridare allo scandalo in apertura di questo pezzo è Giorgia Meloni, attuale Presidente del Consiglio dei Ministri. Era maggio 2019 e la premier di Fratelli d’Italia – durante la campagna elettorale per le europee – protestava contro la possibilità di aumentare le accise sulla benzina e il diesel, sottolineando come, invece, esse andassero abolite.

Sono passati poco più di tre anni e il Governo guidato dalla stessa Meloni non ha ritenuto opportuno estendere il bonus sul costo del carburante (“sconto sulle accise”) e, infatti, allo scoccare del nuovo anno i prezzi sono stati ritoccati, tornando all’incubo di qualche mese fa. I social non si sono fatti attendere nel riportare le foto dei prezziari dei distributori un minuto prima e un minuto dopo la mezzanotte.

Non solo accise: ipotesi aggiotaggio

Sull’aumento dei prezzi del carburante, però, non pesano solo le accise e la mancata proroga del taglio da parte del governo. Proprio oggi, infatti, il Codacons – Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – ha annunciato un esposto alla Guardia di FInanza e alle Procure della Repubblica di tutta Italia che faccia luce sull’andamento dei prezzi e sulla legittimità degli stessi.

Il commento di Caro Rienzi

«La benzina in modalità self ha già superato quota 1,8 al litro, mentre il gasolio in modalità servito ha sfondato la soglia dei 2 euro al litro», ha spiegato il presidente di Codacons, Carlo Rienzi. «Questo mentre le quotazioni internazionali del petrolio sono in ribasso e non giustificano in alcun modo l’andamento dei prezzi alla pompa, al netto del rialzo delle accise.

Per tale motivo presentiamo un esposto alle procure della Repubblica di tutta Italia e alla Guardia di finanza chiedendo di aprire un’indagine per la possibile fattispecie di aggiotaggio e di sequestrare le bolle di acquisto dei carburanti direttamente presso le società petrolifere, per verificare le motivazioni di tali aumenti alla pompa».

Il +366 euro da aggiungere alla spesa totale a famiglia prevista per il 2023 dovuta alla mancata proroga al taglio delle accise, dunque, potrebbe affondare le radici anche in uno sporco gioco di speculazioni a cascata che, come al solito, graverebbe sulle famiglie italiane, sul consumatore finale.

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