caro affitti milano

Caro affitti studenti a Milano: ci pensa una parrocchia

Giovanni Cosenza 23/10/2023
Updated 2023/10/23 at 11:42 AM
3 Minuti per la lettura

Il canone degli affitti di una camera per gli universitari fuori sede a Milano è diventato proibitivo. Una stanza singola, secondo una ricerca di Immobiliare.it, costa almeno 620 euro, con un incremento dell’1% rispetto all’anno scorso. Per una doppia si sborsano 348 euro con un aumento del 22% rispetto al 2022. La protesta degli universitari, che era già iniziata a maggio, non si è fatta attendere. Le matricole si sono riunite nel movimento “Tende in piazza” e dopo l’assemblea della settimana scorsa hanno deciso di piantare le tende nel giardino del Politecnico di Milano.

La classifica delle città con affitti più alti

Al secondo posto, dopo Milano, si piazza Bologna, con un costo medio di 480 euro per una camera singola. Segue a ruota Roma, con 450 euro e subito dopo Firenze con i suoi 435 euro. E se le classifiche mettono Napoli appena dopo la città toscana – nella città partenopea un singola dovrebbe costare poco più di 337 euro – è impossibile trovare una sistemazione a questo prezzo. Complice forse la richiesta continua di sistemazioni ad uso turistico, che fruttano molto di più, sistemare un figlio studenti fuori sede a Napoli è un’impresa ardua.

Per gli affitti a Milano interviene la Chiesa

A Milano, città più cara d’Italia in assoluto, scende in campo la Chiesa. E ci pensa la parrocchia di Zogno, comune della bergamasca a circa 60 km da Milano. Qui il parroco don Simone Pelis, direttore dell’oratorio, ha ben pensato di mettere a disposizione i 60 appartamenti di proprietà dell’ente ecclesiastico. Concentrati in due palazzi ricevuti in donazione, acoglieranno giovani studenti che stentano a trovare un posto letto nella città meneghina. Il canone è di 250 euro al mese, molto al di sotto dei prezzi di mercato, e gli appartamenti, ognuno con tre posti letto, sono destinati agli studenti universitari originari di Zogno e poi agli altri.

Intervistato da Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, il sacerdote: «Stiamo pensando ad alcune iniziative anche di tipo più pastorale – afferma don Simone – Passare dal contesto di piccolo paese della valle alla metropoli può essere un po’ disorientante, e aggiungiamoci le ansie e le aspettative di chi comincia l’università. Stiamo ragionando a come supportare una presenza educativa. Qualche ragazzo resta legato alla parrocchia dando una mano al Cre (il centro ricreativo estivo, ndr) come coordinatore o nel Gruppo adolescenti come educatore. Ci piacerebbe offrire qualcosa in più, una sorta di accompagnamento. Questa è una zona valutata tanto ma noi siamo convinti della bontà della nostra iniziativa e del servizio che offriamo a prezzi calmierati: vogliamo continuare a garantire quest’opportunità per i giovani della valle».

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