Carnevale di Viareggio: una maschera per nascondere il lato oscuro della società

Carnevale di Viareggio

Che il Carnevale di Viareggio sia uno dei più belli e famosi al mondo è sicuramente risaputo. Ma la domanda è lecita: perché tutto questo successo? Perché la satira salverà il mondo!

A Viareggio c’è sicuramente una storica tradizione e la città in provincia di Lucca è conosciuta per le sue magiche e colorate sfilate annuali e i temi discussi sono sempre tra i più disparati. E proprio così, anche quest’anno, grazie alle idee di artisti e alla passione di centinaia di artigiani c’è stato spazio per tutti.

C’è chi vuole rendere omaggio al gruppo rock britannico The Rolling Stones ma anche dar voce a quella insoddisfazione personale che mezzo secolo dopo vivono i giovani d’oggi cantando “I can’t get no satisfaction”. Abbondanza, lucro e spreco di denaro per politici impegnati più a giocare che occuparsi dei problemi degli italiani con un carro intitolato “Ozio, vizio e vitalizio”. L’Italia è cosa nostra: lo dicono i politici aggrappati saldamente ai tentacoli di un’inquietante creatura, una bella donna che come nella più tradizionale iconografia rappresenta il nostro Paese. Ancora c’è chi per sensibilizzare i fumatori alla cura della propria salute e di chi sta vicino vuole urlare, in particolare ai giovani: non bruciate il vostro futuro ma accendete il vostro benessere. Le costruzioni con la forza dell’impatto vogliono scuotere le coscienze e far aprire gli occhi a chi crede di essere libero ma è sempre più prigioniero del proprio vivere “in un mondo che prigioniero è”.

 

Carnevale di Viareggio
Carnevale di Viareggio

 

Abbiamo incontrato il celebre Antonio Casanova, illusionista e inviato di Striscia La Notizia che per quest’anno ha voluto portare all’interno del suo programma un particolare carro che denuncia il problema ancora attuale delle barriere architettoniche. Tutti in maschera travestiti da Pulcinella che ballano e denunciano l’essere umano “più fortunato”, distratto e ossessionato dal proprio ego smisurato. Antonio Casanova vuole la sua presenza al Carnevale di Viareggio 2018 per ricordare che le barriere architettoniche sono una frontiera veramente invalicabile ma c’è chi con la forza di volontà riesce a fare cose incredibili. È qui che interviene Gilberto Dati, responsabile UILDM: «siamo qui perché questo carro porta avanti una tematica a noi tanto cara». E chi ancora aggiunge: «nel 2017 ho partecipato come primo disabile italiano alla Dakar, l’ho finita, sono arrivato primo e più di così non potevo desiderare, le barriere architettoniche secondo me sono prima di tutto mentali».

Concluso il Carnevale, lasciata la musica, i colori e i costumi restano per tutti grandi riflessioni.

di Giovanna Cirillo