Non esiste titolo più appropriato per farvi conoscere Carmine Piccirillo, enotecnico della vecchia scuola, sommelier di 3° livello, vitivinicoltore della Provincia di Caserta. La sua Azienda “Masseria Piccirillo”, posizionata nelle campagne che fanno da cornice a Caiazzo, risulta essere l’unico produttore, dal 2016, di uno Spumante di qualità – Metodo Classico – ottenuto dal vitigno Pallagrello Bianco 100%, giunto con la sua produzione di vini quest’anno alla sua 32° vendemmia.

Molto giovane Carmine, in seguito ad una vacanza, si stabilisce in Germania, rimanendoci, avendo trovato lavoro, per sei anni. Nonostante il lavoro, il divertimento e lo sport, la notte continuava a sognare il Monte Alifano, che si trova proprio di fronte alla sua città natale e questa situazione lo faceva riflettere su quali fossero i motivi che lo facevano restare in terra straniera.
Una storia reale, ricca di sacrifici, amore per le proprie radici e per la propria terra che hanno portato dapprima Carmine ad impiantare vari uvaggi sia regionali che nazionale, sino al punto di fargli valutare la possibilità di impiantare due vitigni autoctoni classici dell’alto casertano: il Pallegrello e il Casavecchia, grazie all’idea avuta da Peppe Mancini, padre e ideatore del progetto di ritornare a impiantare vitigni autoctoni della zona. Grazie alla riscoperta di questi due vitigni, da circa venti anni la provincia di Caserta in campo enologico ha avuto ed ha anche visibilità all’estero. Carmine però afferma che purtroppo, sino alla data odierna, non è stato possibile tra i vari produttori realizzare una forma di Consorzio o Cooperativa.
Lui l’azienda l’ha sempre seguita da solo, studiando e aggiornandosi sempre, perché l’enologia è in continua evoluzione, perché i protocolli cambiano ogni anno dalla lavorazione del terreno, all’allevamento che si applica, alla cantina, alla ricerca del sughero e così le scoperte sono in continua evoluzione. La sua grande fortuna è stata quella di aver avuto un figlio appassionato al vino, nato in vigna, cresciuto nella cantina a seguire tutte le fasi della maturazione del vino. Carmine afferma con orgoglio che la tesi di laurea del figlio ha avuto come tema e ricerca, appoggiata dall’Università di Avellino, la spumantizzazione del Pallagrello, mai realizzata da nessuno, con la conseguente produzione di 460 bottiglie. Difatti per produrre lo Spumante “Prima Gioia” di Pallagrello bianco 100%, vengono scelti i vigneti di media bassa collina, attingendo uva nel territorio di Castel Campagnano, da dove gli viene conferita uva la quale si presta alla spumantizzazione perché non arriva a maturazione concreta.
Il pensiero massimo di Carmine Piccirillo si racchiude in questa frase: In un sorso di vino Casavecchia c’è un territorio, una storia, una passione per mantenere inalterata la difficile e laboriosa forma di allevamento e una nostra promessa: valorizzare la nostra terra di cui siamo fieri”.

 

Antonino Calopresti