Caritas: la povertà in Italia è ai massimi storici

Martina Amante 22/06/2024
Updated 2024/06/21 at 10:35 PM
4 Minuti per la lettura

La povertà in Italia è ai massimi storici: a dirlo è il report presentato dalla Caritas, secondo cui 1 residente su 10 si trova in povertà assoluta. Dal cibo al vestiario, dalla casa alla sanità: 13,4 milioni di persone – il 3% della popolazione – che è a rischio povertà ed esclusione sociale. Il trend è in crescita del 5% rispetto all’anno precedente e addirittura del 41% sul 2019.

Aumentano i senza dimora e gli anziani soli e poveri. La Caritas dice che si rafforzano le povertà intermittenti e croniche di quelle famiglie che oscillano tra il dentro-fuori rispetto alla condizione di bisogno. Famiglie che permangono per lungo tempo la condizione di vulnerabilità.

Queste famiglie sono lo zoccolo duro di povertà che si trascina di anno in anno senza particolari cambiamenti. Il 79% delle persone manifesta uno stato di fragilità economica, con un reddito insufficiente o una totale assenza di entrate. L’ISEE medio è poco sopra i 4mila 300 euro. La gran parte degli assistiti sono infatti disoccupati o lavoratori poveri: hanno un lavoro, ma guadagnano troppo poco per riuscire a vivere dignitosamente.

Non solo lavoro e casa ma problemi familiari come separazioni e divorzi, stati di salute carenti, disagio mentale, problemi oncologici o pediatrici. Il 65% dei lavoratori poveri ha cittadinanza straniera.

I bambini sono sempre più fragili

I più fragili sono sicuramente i bambini nella fascia di età tra gli 0 ed i 3 anni, dice l’ISTAT. Le loro famiglie, che si sono rivolte alla Caritas, sono il 73% di cittadinanza non italiana, per il 70% madri. Nascere e crescere in una famiglia povera può essere infatti il preludio di un futuro e di una vita connotata nella sua interezza da stati di deprivazione e povertà, anche in virtù del nesso che esiste tra povertà economica e povertà educativa. Forte risulta essere infatti la relazione tra povertà e scolarità. In Italia la povertà diminuisce al crescere del titolo di studio della persona di riferimento; se quest’ultima ha conseguito almeno il diploma di scuola secondaria superiore l’incidenza di povertà assoluta si attesta al 4%; sale al 12,5% in caso di licenza di scuola media.

La povertà in Italia è un problema strutturale

Questa è la fotografia di una fascia di popolazione che fa fatica ad arrivare a fine mese, e dunque a sopravvivere. Quale può essere la soluzione?

La Caritas ha ricordato le sue critiche sullo strumento del Reddito di cittadinanza, nel momento in cui il sussidio è arrivo al massimo al 36% dei richiedenti poveri assoluti nel 2021, per poi scendere al 32% nel 2022. Il governo Meloni ha abolito il sostegno ma al momento non si sa nulla su come stiano andando i due nuovi strumenti: l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro.

L’analisi dei bisogni rilevati nel 2023 dimostra, come di consueto, una prevalenza delle difficoltà di ordine materiale. In particolare, il 78,8% delle persone manifesta uno stato di fragilità economica, legato a situazioni di «reddito insufficiente» o di «totale assenza di entrate». A pesare maggiormente può dirsi lo stato di disoccupazione, seguito a distanza da altri problemi, come ad esempio il lavoro nero o precario, le situazioni di licenziamento/perdita di lavoro.

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