Si è aperta a Napoli l’importantissima mostra-evento “Caravaggio Napoli”, ospitata presso il Museo di Capodimonte. La luce del genio, resterà in mostra fino al 14 luglio di quest’anno.

L’evento vuole mostrare al pubblico documenti già noti agli studiosi e le Opere concepite negli ultimi e complessivi 18 mesi della sua vita trascorsi in maniera discontinua a Napoli.

È il 1606 quando il pittore lombardo arriva nella città partenopea in fuga dopo aver assassinato Ranuccio Tomassoni, uccisione che avviene per un debito di circa 10mila scudi.

Caravaggio ignora ciò che questa città sarà in grado di dare a chi cerca rifugio umano nel suo grembo materno, poiché Napoli ed i napoletani conoscono e capiscono più di tutti gli altri il baratro e la disperazione degli esseri umani, da sempre.

Arriva in pieno Vicereame Spagnolo, e si trova davanti una città brulicante e piena di artisti, un popolo colorato e vibrante che imprimerà nelle sue tele, con la luce che solo lui sa dare. Dove i soggetti benché religiosi sembrano vivere nei vicoli napoletani.

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Le commesse per Caravaggio fioccano, da mercanti ricchissimi, e dalla nobiltà partenopea.

È documentato, infatti, un anticipo di 200 ducati, annotato su un enorme registro del Banco di Napoli che fa da ingresso alla Mostra, per una Pala d’Altare molto grande commissionata dal Pio Monte della Misericordia, dove tutt’ora si trova, dopo aver peregrinato per tutta la chiesa.

Caravaggio: “Sette opere di Misericordia”.

informareonline-caravaggio-6Il legame che il pittore intrecciò con la città, e le altrettante relazioni con i vari pittori ed artisti locali, ebbero un impatto che fu decisivo sulla Scuola Napoletana; essi non poterono che rimanere affascinati e subire l’influenza della tecnica del Caravaggio, travolgendo tutte le loro opere.

Questo è visibile nella mostra, dove accanto ai 6 capolavori del Caravaggio, arrivati da istituzioni italiane ed internazionali, si trovano anche 22 opere di artisti napoletani. L’opera centrale, la “Flagellazione”, è immensa e, per una attenta osservazione, si avrebbe bisogno di tempo e silenzio.

Nonostante la scena sia struggente, la bellezza che si staglia dalla tela pervade con una grazia inspiegabile, piena di quella morbida luce Caravaggesca, e i soggetti sembrano danzare in questa scena atrocemente verosimile.

Sembra che nei raggi X a cui il quadro è stato sottoposto, il pittore abbia più volte ritrattato il soggetto e che sia stata una tela piena di ripensamenti.

Nel 1607 Caravaggio si imbarca per Malta passando poi per la Sicilia. Lascia infine definitivamente Napoli, dopo aver avuto la soffiata della grazia Papale.

Decise dunque di ritornare a Roma a bordo di una feluca piena di tele, ma riuscirà ad arrivare solo fino a Porto Ercole dove il mare lo inghiottirà con tutte le sue meravigliose opere.

La mostra, a cura di Maria Cristina Terzaghi e Sylvain Bellenger è promossa da Museo e Real Bosco di Capodimonte.

La produzione e l’organizzazione sono di Electa, che pur sembrando di voler proteggere queste opere, avendole poste nel piano seminterrato del Museo, in una mostra intima ed essenziale, va osservata con il privilegio della pochissima distanza che intercorre tra l’opera ed il visitatore, come a dire “fruitene pure”.

Fruiamone tutti dunque, la bellezza eleva dalle umane miserie.

di Adelaide Gentile

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°193
MAGGIO 2019

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