Carabinieri mandati allo sbaraglio: guerriglia tra bande a Pesaro

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Spesso l’opinione pubblica per episodi di ordine pubblico, ed invocando la mancanza di controllo del territorio, si lancia con faciloneria e ignoranza in giudizi semplicistici e generici, perché è facile dare le colpe e le responsabilità alle Forze dell’ordine, mai a fare analisi serene e documentate, mai a fare autocritica per leggi desuete e mancanza di mezzi e uomini.

Basta guardare queste immagini per rendersi conto che c’è una realtà completamente diversa che va denunciata e che l’opinione pubblica ne deve prendere atto, visto che parliamo di ragazzi spesso minorenni che ormai vivono senza più regole e si riconoscono unicamente nel branco. Molti militari negli uffici a fare gli impiegati per sbrigare pratiche che una burocrazia farraginosa richiede e pochi uomini in campo in balia di veri e propri criminali.

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Il legislatore deve rendersi conto che viviamo un epoca diversa, le immagini lo dimostrano,
bande di delinquenti senza nessuna regola e spesso drogati o ubriachi si affrontano in  guerriglie da strada ed è solo una casualità che non ci scappa il morto.

Tutto ciò avviene nella civilissima Riviera romagnola dove la situazione, stando alle note  dell’ Unione Sindacale Italiana Carabinieri (USIC), occorre che intervenga la politica nazionale e prima che sia troppo tardi.

di Tommaso Morlando

 

 

 

“Quanto accade nelle notti di Rimini e Riccione della Riviera Romagnola non è più tollerabile. Gruppi di giovani, per lo più minorenni e con un alto tasso alcolico, invadono le strade e invece che lasciarsi andare ad una sana euforia, si trasformano in veri e propri vandali. La cronaca racconta, ad esempio, di albergatori ormai all’esasperazione per ciò che accade nelle ore notturne a causa di assalti e danneggiamenti alle strutture ad opera di giovani coinvolti in risse. Ma non solo. Questi ragazzi, che spesso sono a loro volta vittime di gruppi di giovani stranieri, assumono un atteggiamento ostile e di sfida verso gli operatori di polizia che inermi e stanchi devono assistere senza reagire. Certo, le forze dell’ordine fanno il possibile per garantire la sicurezza ai cittadini, ma non possono farsi anche carico di ciò che invece dovrebbe essere garantito dalla figura dei genitori: l’insegnamento dell’educazione e il rispetto delle regole”.

É l’allarme lanciato dall’ l’Associazione di tipo sindacale che al momento rappresenta la maggioranza dei carabinieri in Italia, attraverso il Tesoriere nazionale, Gaetano Schiralli, il segretario regionale Emilia-Romagna, Giuseppe Carluccio, e provinciale Luciano Mazzilli, che rivolgono un appello proprio ai genitori di questi ragazzi. “Rabbia e sregolatezza sono i due atteggiamenti che animano i tanti minorenni che ogni sera incontriamo per le strade. Il loro divertimento– segnala l’USIC- lo esprimono attraverso danneggiamenti e violenze animati dalla forza del gruppo. Ci chiediamo: ma i padri e le madri di questi ragazzi sono a conoscenza di ciò che fanno e dove sono i loro figli? Le forze dell’ordine fanno il possibile per arginare la violenza e impedire conseguenze nefaste. L’amministrazione dell’Arma dei Carabinieri, bisogna darne atto, come ogni anno aumenta le proprie unità grazie all’arrivo dei rinforzi estivi. Dunque si fa il possibile per garantire la legittima sicurezza ai cittadini del territorio. Ma la nostra azione di controllo, per quanto espressa con il massimo sforzo di tutti i carabinieri, finisce per essere una mera azione repressiva. Quello che accade nelle notti della Riviera Romagnola e che coinvolge i minorenni – concludono i rappresentanti USIC – si sta trasformando in una vera e propria piaga sociale di cui la politica locale, ma anche quella nazionale, deve prendere atto”.

 

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