“Capodrise contemporanea”: riparte la rassegna al Palazzo delle Arti

Sabato 12 settembre, riparte Capodrise Contemporanea, la rassegna che, al suo quarto anno sotto la direzione artistica di Michelangelo Giovinale, ha portato al Palazzo delle Arti di una piccola cittadina in provincia di Caserta, proposte artistiche di altissima qualità, spaziando dalla letteratura al teatro, dalla fotografia alla pittura, con estrema raffinatezza.

Anche quest’anno il programma offre un cartellone di tutto rispetto, dal 12 settembre al 30 aprile, le arti dialogano tra loro sui “Silenzi”, tema centrale su cui ci si interrogherà al primo appuntamento di sabato, che alle 18:30 vede ospiti Giuliana Martirani, meridionalista, docente universitaria e scrittrice, Carlo Rescigno, archeologo di fama internazionale e professore ordinario all’Università degli studi della Campania, Giorgio Agnisola, professore emerito di arte sacra, scrittore e critico d’arte.
Per l’occasione il direttore artistico Michelangelo Giovinale si è concesso a qualche domanda per farci scoprire qualcosa in anteprima della kermesse e, nonostante la dichiarata stanchezza per gli ultimissimi impegni, ne viene fuori una bella chiacchierata.

Capodrise Contemporanea è arrivata alla sua 4^ edizione, come nasce l’idea di questa rassegna e come trova la sua collocazione nel bel Palazzo delle Arti?
“Il luogo dove si svolge la rassegna è un palazzo del 700, uno dei pochi beni comunali di cui dispone Capodrise, vent’anni fa aveva già avuto la sua destinazione per la cultura, ma in seguito all’inagibilità della sede comunale fu destinato ad ospitare gli uffici comunali.. Il tutto ha avuto il via in occasione di un incontro organizzato presso il Palazzo delle Arti, qualche anno fa, ebbi occasione di parlare con l’Amministrazione Comunale e compresi che ci si stava domandando come tornare ad utilizzare questo spazio. Cominciammo con una prima mostra, una sorta di test, ed ebbe un’incredibile successo di presenze, andava compreso in che modo riaprire, trovare strade alternative e provare a dialogare con gli artisti del territorio, per una crescita culturale della comunità. Una sede di cultura generale, dove bisognava iniziare a lavorare programmando le attività. Oggi Palazzo delle Arti non è un contenitore, ma uno spazio dove ogni anno si presenta un approfondimento su un tema generale, attraverso cui si “naviga” per diversi mesi, la scelta dei temi sono sempre di estrazione filosofica.”

Da direttore artistico immagino avrà trovato non poche difficoltà nell’avviare questa quarta edizione con le attuali procedure anti COVID, qual è la motivazione principale che spinge con gli attuali scenari a far ripartire un settore già difficile come quello delle manifestazioni culturali?
“Al 4^ anno siamo ormai un piccolo gruppo affiatato, in cui ognuno ha un suo ruolo ben preciso, possiamo dire di essere una buona macchina organizzativa, il cui segreto è certamente quello di essere composto da persone che nella vita già si occupano di cultura, di comunicazione, di arte, con livelli professionali di buon livello. Questo ci ha permesso di superare anche le tante difficoltà di questo periodo senza grossi problemi e con la giusta passione.”

Silenzi è il tema portante di quest’anno, un tema dalle infinite profondità in un vasto programma, qual è l’idea dei Silenzi che la rassegna andrà a rappresentare?
“Quest’anno decliniamo i silenzi, ma sempre con i vari linguaggi artistici: nella letteratura, nella fotografia, la pittura, con mostre, dibattiti, rappresentazioni teatrali, musicali. Ci sarà ad esempio un dibattito molto bello con Franco Arminio, la fotografia di Salvatore Di Vilio, sempre mettendo in relazione i linguaggi, perché le espressioni cambiano a seconda delle forme, ma al centro di questo dialogo vi è sempre l’uomo, verso cui convergono tutti i linguaggi artistici. In una delle mostre previste metteremo insieme pittori contemporanei con altri che fanno una pittura più classica, avvicinando quello che poteva sembrare artisticamente impossibile, l’arte dell‘800 e del ‘900, in un dialogo che riduce le distanze anche tra le espressioni di queste arti. Sarà interessante, tra i tanti, il dibattito previsto tra Fausto Bertinotti, sindacalista, ex politico, convintamente laico, e una importante figura spirituale, Jean Paul Hernandez, mettendo assieme posizioni agli antipodi. Quello che mi interessava maggiormente è fare un percorso in cui si cogliesse, attraverso un tema e le sue molteplici implicazioni, le diverse forme dei linguaggi ma soprattutto mi interessava ridurre le distanze, le frammentazioni, le divisioni a cui la nostra società è abituata. Possiamo dire che il Palazzo delle Arti abbatte le distanze!”

Nell’opening del 12 settembre dialoga lei stesso con Giorgio Agnisola, Giuliana Martirani e Carlo Rescigno “Interrogando il silenzio” quali sono le risposte che ci si aspetta dal silenzio?
“Non lo so, forse non ce ne sono ma l’aspetto che mi preme mettere in rilievo è che molti hanno un problema con il silenzio, intanto non lo riusciamo a concepire, perché gli si dà una dimensione di vuoto, che spaventa ma in realtà in questa condizione vi è anche un altro problema di questa società, il desiderio di non ascoltare più gli altri, un egocentrismo che non consente più l’ascolto, che ha l’implicita condizione del silenzio.”

L’edizione 2020 di Capodrise Contemporanea è supportata dalla Scabec, ha il patrocinio del Mibac, della Regione Campania, della Provincia di Caserta e di numerose Istituzioni scolastiche del territorio facenti parte della rete delle istituzioni che riconoscono Palazzo delle Arti quale presidio culturale territoriale.

Per maggiori info clicca qui

di Lucia Dello Iacovo

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