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Capodanno, il monito di ARPAC: “Fuochi e petardi danneggiano l’aria”

Redazione Informare 28/12/2021
Updated 2021/12/28 at 1:58 PM
2 Minuti per la lettura

Con l’avvicinarsi di Capodanno ritorna l’attenzione su fuochi d’artificio e petardi, quasi pronti per essere sparati all’insegna del nuovo anno. Ormai, ce lo ripetiamo ogni dicembre ma qualcuno sembra non aver ancora capito quanto siano pericolosi questi oggetti. Non si parla solo di animali o di poveri infortunati, è ormai risaputo che i botti di Capodanno danneggiano soprattutto l’ambiente e l’aria che respiriamo. Secondo varie indagini dell’ARPAC (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) nella zona del MANN di Napoli, c’è stato un picco di polveri sottili proprio nelle prime ore del 2021.

Infatti, spiegano che «le polveri sottili (Pm10 e Pm2.5), che sono comunque solo uno degli inquinanti associati all’utilizzo dei prodotti pirotecnici, sono riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra gli inquinanti atmosferici più direttamente legati all’insorgere di effetti negativi per la salute delle popolazioni esposte».

Nel dettaglio, il massimo di microgrammi per cubo prescritti dalla normativa è pari a 50, e non possono essere superati più di trentacinque volte per anno. Ma, allo scoccare della mezzanotte questo valore sale a 126. Quindi non solo viene superato il valore dato dalla normativa, ma in una media oraria questo supera addirittura i 1.000 microgrammi per cubo. Ciò ovviamente non è da lasciare nella sola zona del napoletano, ma bisognerebbe allargarlo almeno fino a Caserta.

Con la speranza quindi di non ripetere la stessa situazione, il direttore generale dell’ARPAC Stefano Sorvino, consiglia di «evitare l’utilizzo di articoli pirotecnici di ogni tipo, a partire ovviamente da quelli illegali, non soltanto rende le festività natalizie e il Capodanno più sicuri, ma contribuisce anche a evitare un fenomeno di inquinamento atmosferico che può protrarsi per diversi giorni se le condizioni meteorologiche risultano sfavorevoli al ricambio e al rimescolamento dell’aria».

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