Il cancro spiegato agli studenti

Incontro al liceo F. Quercia per spiegare il cancro agli studenti

Immaginate un professore che si trova un ragazzo dal primo al quinto anno e poi non lo vede più. «Ci sto ancora una schifezza – racconta Giovanni Brancaccio rivolgendosi alla platea di alunni del Liceo “F. Quercia” di Marcianise – quell’aula dove vado ad insegnare ogni giorno, la 5G, è vuota. Piansi insieme a loro quando sapemmo della malattia. Quando morì Giuseppe scrissi sulla mia bacheca “faremo qualcosa per te”». Dopo di lui è toccato a Raffaele, 16 anni, ammalarsi e morire di leucemia. Ed è per mantener fede a questa promessa che il professor Brancaccio, insieme ad uno dei massimi esperti della ricerca oncologica, Antonio Giordano, che ha messo a disposizione i suoi ricercatori, hanno creato il Polo Scientifico Giovan Giacomo Giordano, una rete di scuole promotrici della Salute con lo scopo di formare una classe scientifica indipendente dalle logiche criminali che hanno portato al fallimento di un’intera generazione fatta di medici, professori, genitori, uomini e donne che non hanno saputo vigilare ed opporsi per garantire ai propri figli il diritto alla vita.

Nell’ambito di questo progetto di Alternanza Scuola “Ricerca”, questi giovani “Ambasciatori della Salute” hanno incontrato Iris Forte, giovane ricercatrice, e i giornalisti di Informare Mina Iazzetta ed Antonio Casaccio, sottoponendosi tutti al quesito “Cos’è il cancro?”. Il cancro è una malattia che può avere origine genetica, ma può anche essere causata da stili di vita sbagliati o dagli insulti che abbiamo fatto al nostro ambiente ed in questi casi i mandanti di tante morti hanno dei nomi ben precisi.

Sugli stili di vita, Mina Iazzetta testimonia la sua esperienza: «Le scelte che fate oggi influiranno il vostro futuro. Ho avuto un tumore alla mammella. Mi rivolgo alle ragazze, fate prevenzione. C’è un alto tasso di mortalità fra le giovani donne, quelle che non rientrano negli screening. Si muore ancora di cancro al seno. Andate a scovarlo prima che sia lui a trovare voi. Mi sono difesa attraverso la mia alimentazione perché nel momento in cui scelgo un alimento non mi sto solo nutrendo ma sto anche combattendo il mio tumore. Anche le cellule tumorali hanno bisogno di nutrirsi come quelle sane per cui ho iniziato a scegliere tutti quegli alimenti che tendessero ad affamarle. Ho iniziato a mangiare cereali integrali, verdure di stagione, ho imparato a leggere le etichette. L’alimentazione è stata importante per superare l’emergenza ma sono lucida e so che il mio tumore ha dei colpevoli».

Le fa eco Antonio Casaccio, compagno di classe di Giuseppe: «Sarebbe da vigliacchi dire che molte di queste patologie non sono dovute allo smaltimento illegale illecito fatto per mano della camorra nei nostri territori. Ho intervistato ultimamente il Presidente dell’Ordine dei Biologi e mi sono sentito dire che la Terra dei fuochi non esiste. Il mio obiettivo è quello di spiegarvi che la verità è tutt’altra e che qui si muore. La gente si ammala anche a causa degli smaltimenti illeciti di rifiuti tossici. Questa è la verità sacrosanta».

La ricercatrice Iris Forte si è soffermata sulle proprietà antitumorali dei pomodori San Marzano e Corbarino, il cui estratto si è rilevato capace di rallentare il ciclo cellulare su tre linee cellulari di pazienti affetti da tumore gastrico. «Abbiamo impiegato 3 anni per questa ricerca mentre in America ci avremmo messo sei mesi. Questa lentezza è causata da una eccessiva burocrazia che, anche per l’acquisto di un reagente, ci obbliga a delle procedure assurde. Questo è anche uno dei motivi alla base della fuga dei cervelli dall’Italia, considerato anche il fatto che il ricercatore in Italia molto spesso non viene pagato, quasi sempre».

Il momento più emozionante è avvenuto a microfono spento quando uno degli allievi si è diretto verso Giovanni Brancaccio e gli ha detto «Professore, la sua promessa da oggi è anche la mia».

di Girolama Iazzetta e Antonio Casaccio

Tratto da Informare n° 180 Aprile 2018