Campania: restiamo i più maltrattati d’Italia anche coi vaccini

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“A Napoli si dice: Cornuti e mazziati!
Tutti conosciamo l’importanza della copertura vaccinale per tutelare la vita delle persone e non solo. […] Avere un forte handicap nelle forniture, non pone la Campania nelle stesse condizioni delle altre Regioni ma la penalizza due volte: salute ed economia”.
Questo l’incipit di un post di Salvatore Savio Aversano, biologo che stamane ha commentato un articolo del mattino a cura di Marco Esposito. Esposito, ospite della redazione due mesi fa, ha parlato nel suo articolo di quanto la Campania, come in tante altre occasioni, resti indietro rispetto alle altre regioni d’Italia, in questo caso coi vaccini. Marco Esposito è l’autore di “Zero al sud“, un libro che denuncia i soprusi che non solo la Campania ma anche il resto del Mezzogiorno subisce da decenni.
Come specifica Esposito nel suo articolo la Campania rappresenta il 9,6% della popolazione Italiana ma sulle 3.284.930 dosi di vaccino la Campania ne ha ricevute solo l’8,1%. Il metodo più logico di ripartizione, anche agli occhi di un’incompetente, sarebbe quello di distribuire il vaccino in numero sufficiente alla popolazione di ogni regione. Così purtroppo non è stato, almeno per la Campania. Attenendosi a criteri poco convenzionali come sistema sanitario sottodimensionato e aspettative di vita ridotte, i vaccini (da noi) sono arrivati con molte riserve. Strano pensare, tra l’altro, che una regione al quale viene imputato un tasso maggiore di mortalità e strutture sanitarie meno efficienti venga ancor di più penalizzata e mutilata rispetto alle sue sorelle. Per fortuna, nonostante le difficoltà, la regione Campania procede di buona lena nella somministrazione dei vaccini nonostante i tanti bastoni tra le ruote.
Di nuovo oggi, nel 2021 e in piena pandemia, la Campania e il resto del sud vengono idealizzati dai vertici politici come un’appendice marcia di un nord che si crede superiore solo perché sta più in alto.
di Giuseppe Spada
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