Lorenzo Maragoni

Cambiare il mondo con la poesia: il tour campano di Lorenzo Maragoni

Giovanna Di Pietro 30/10/2022
Updated 2022/10/29 at 5:09 PM
5 Minuti per la lettura

Negli ultimi mesi a Caserta un’associazione culturale si è data molto da fare, raccogliendone i frutti agli inizi di ottobre, portando il poeta Lorenzo Maragoni per la prima volta in Campania. A partire da giugno, il collettivo Nottetempo ha promosso una serie di iniziative che- bilanciando divulgazione e intrattenimento- hanno intercettato l’esigenza condivisa dalla cittadinanza di qualcosa di diverso dalla mala movida

Nottetempo nasce nel 2018 come programma radiofonico e la sua squadra- capitanata da Antonio Di Lorenzo e Diego Laudato– ha ideato il progetto Movida di Cultura con l’obiettivo di «promuovere una visione alternativa della cultura, che permettesse di comunicare con un pubblico vasto, riscattando anche l’immagine del nostro territorio».

Quali sono i vostri obbiettivi futuri? 

«La nostra priorità è ampliare “Movida di Cultura” alla formazione dei più giovani, che sono i veri protagonisti della movida cittadina. Questo tour è stato un banco di prova importante: ora puntiamo ad essere in grado di veicolare la cultura sia come organizzatori sia come produttori. Speriamo nel tempo di diventare una tendenza in ambito culturale».

Com’è nata l’idea di collaborare con Lorenzo Maragoni? 

«Avevamo già intervistato Lorenzo in radio, decidendo poi di portarlo in giro per la Campania quando è diventato campione mondiale di slam poetry. La slam poetry prevede un coinvolgimento attivo del pubblico, per questo abbiamo pensato che potesse sposarsi bene con il progetto “Movida di Cultura”, che funziona grazie al confronto orizzontale con l’audience».

La Slam Poetry è una disciplina che unisce la dimensione performativa alla poesia, prevedendo che quest’ultima venga scritta per esibirsi in pubblico. Questo aspetto è ciò che ha spinto Lorenzo Maragoni ad iniziare. Lorenzo, regista ed ex docente dell’Università di Padova, oggi vincitore della Coppa del Mondo di Poetry Slam, racconta: «Dopo il mio primo slam a Padova ho provato un’emozione intima e potente mai provata prima, sebbene lavorassi da anni in teatro. La slam poetry ha influito tantissimo sulla mia vita: aldilà delle soddisfazioni, mi ha permesso di conoscere nuovi linguaggi, che ho portato all’interno del teatro con la “Stand Up Poetry”, uno spettacolo di poesia performativa che avrà diverse date l’anno prossimo».

Lorenzo Maragoni, com’è stato il tour campano? 

«Meraviglioso, perché organizzato da persone meravigliose. Nei mesi precedenti, Nottetempo ha avuto la cura di preparare il pubblico alla scoperta di questo linguaggio. Già durante la prima serata a Caserta mi sono sentito accolto come se fossi di casa: è stato un talk molto partecipato, sul darsi il permesso di ascoltare la propria voce artistica. In generale è stata un’accoglienza fantastica».

Che consiglio daresti a chi si approccia alla Slam Poetry? 

«Il consiglio che darei è quello di partecipare prima come pubblico e poi- se nasce il desiderio di salire sul palco- confrontandosi con chi si esibisce. La slam poetry non trova il suo centro nella competizione, ma è condivisione di ciò che si scrive. Non abbiate paura di mettervi alla prova! Non aspettate di scrivere dei capolavori, arrivare interi alla fine di un’esibizione è già una gran cosa all’inizio! In generale, credo che sia utile nel percorso verso la conoscenza di sé stessi: non solo rispetto al mondo esterno, ma anche verso i propri sentimenti, che possono essere indagati attraverso il racconto agli altri».

Sono rimasta colpita da una tua citazione: “il mondo è come un bambino che si è appena cagato addosso, va cambiato”. 

«Penso che quella poesia, Flashback, sia uno dei miei pezzi preferiti. Sento che il pubblico partecipa molto quando lo faccio, perché è divertente, ma anche perché tocca un modo di vedere la vita che diamo per buono, anche se sappiamo che c’è qualcosa di strano».

Grazie a questo suo sguardo attento sul mondo che Maragoni riesce a coinvolgere il pubblico, restituendo alla poesia la sua natura corale e creando un momento di riflessione collettiva: «Mi piace pensare che i miei pezzi siano puntuali, cioè riguardano delle sensazioni e delle cose specifiche, che non sapremmo spiegare da soli, ma possiamo riuscirci se le circondiamo di parole».

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