CAM, la cultura e il cambiamento

Il Contemporary Art Museum (CAM) di Casoria nasce nel 2005 su iniziativa di Antonio Manfredi che oggi ne dirige le attività. È una realtà multimediale che vanta circa mille opere di pittura, scultura, fotografia e video, con importanti installazioni di artisti internazionali ed è oggi un punto di riferimento culturale per la città. Nonostante tutto, Manfredi è stato vittima di atti intimidatori perché il ruolo della cultura in un territorio di frontiera è per alcuni un’invadenza inaccettabile. Nel museo, tra le tante esposizioni ce n’è una riguardante la camorra che colpisce per le sue immagini e rappresentazioni, crude, vere, senza filtri ed estremamente attuali e che sono raccolte nella “Sala Roberto Saviano”.

Perché dedicare una sala del CAM a Roberto Saviano?

«Penso che questo sia una possibilità di riscatto sociale e viene da un museo di provincia, che da 12 anni combatte contro le illegalità. Questo è un inizio importante per far rendere conto alla gente che un museo deve essere un occhio sulla città e attraverso l’arte e la cultura si può cambiare le sorti di questi paesi. Quello che è interessante è che noi dedichiamo una sala ad un vivo e non ad un morto e questo è un augurio ed è un atto di speranza».

Con questo format museale politicamente scorretto cosa volete trasmettere?

«Noi cerchiamo di dare arte contemporanea e diffondere cultura. Cerchiamo di dare un input per cercare di cambiare le cose: un pungolo verso la politica, verso l’eventuale cattiva amministrazione e nella speranza di poter risolvere insieme qualche problema. E l’arte può contribuire al cambiamento».

Di Fabio Corsaro

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