Calcio e gioco d’azzardo colleghi per una sera

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Ancora Settembre al Borgo, ancora Un Borgo di libri a cura di Luigi Ferraiuolo, questa volta per l’evento Storie di gioco…calciato e azzardato.

Una bella squadra quella che si è seduta difronte al Pubblico di Borgo Contessa Iolanda, divisa equamente tra donne e uomini. Protagoniste sono state le giornaliste Daniela Volpecina ed Alessia Bartiromo, la speaker radiofonica Serena Li Calzi, accompagnate dalla storica penna del Corriere dello Sport Lucio Bernardo, moderatore dell’evento, dallo scrittore Roberto Ferraresi e ultimo, ma non ultimo, Peppe Volpecina, vincitore di uno scudetto ed una coppa Italia con il Napoli. Un gruppo vasto e ben assortito di professionisti della parola, anche se per un momento è l’ex campione a rubare la scena ai relatori. E dove aver riportato alla luce i ricordi di giorni più atletici, aiutato da Daniela Volpecina, la conversazione sul libro Interrompo dal San Paolo, scritto in collaborazione da venti giornaliste tra cui le tre sopra citate, si aprono ufficialmente le danze. Venti storie, tutte collegate dal filo rosso della Società Calcio Napoli, ma storie che vogliono essere di più di semplici racconti calcistici. Numerosi sono i temi sociali trattati, tant’è che Serena Li Calzi dirà: «Questo libro parla di noi e di voi».

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Ma venti storie di (non solo) calcio, raccontate da venti donne, significa anche far crollare il muro di un infondato pregiudizio nei confronti del mondo femminile. Per anni l’idea di un calcio sport giocato e compreso solo da uomini vinceva il buon senso. Non la pensa così Daniela Volpecina: «Io faccio giornalismo da vent’anni, e vent’anni fa già c’erano donne che scrivevano di calcio. Forse più agli occhi di un pubblico generalista questa può sembrare una novità, però io penso che sia assolutamente naturale, per una donna, occuparsi anche di calcio. Il punto di forza di questo libro non è il fatto che sia scritto da donne, è che finalmente si utilizza il calcio per trasmettere messaggi sociali. Perché lo sport è un momento di formazione e di crescita. E i valori sportivi possono aiutare chiunque a superare fasi difficili della propria vita».

Inoltre, come i lettori avranno potuto notare, la cognonimia tra le lei e Peppe non è casuale. I due sono legati da un rapporto di parentela che mi ha fatto ipotizzare che solo la Volpecina avrebbe potuto raccontare il primo goal, in verità quasi anonimo, dell’ex terzino del Napoli. «Ci ho tenuto a raccontare questo goal perché è meno conosciuto (rispetto a quello realizzato con la Juve ndr.) e perché lui ancora dopo tutti questi anni lo racconta con emozione. Lui mi ha detto che segnare al San Paolo e sentire il suo boato è una cosa che non si può dimenticare».

In seguito, per la serie “gioco azzardato”, Roberto Ferraresi ha discusso di Anime Nere, primo libro realizzato insieme ad un collettivo letterario e di Sniper, opera tristemente profetica in quanto affronta l’argomento lockdown forzato ed ambientato nel marzo del 2020.
Serata di emozioni non solo regalate dagli ospiti, ma anche dal curatore della rassegna Luigi Ferraiuolo, che si commuove durante l’intervento di chiusura della serata. «Sono tornato qui dagli amici», dice il giornalista di Avvenire, e forse è questa la formula vincente della manifestazione organizzata a Caserta Vecchia. Un gruppo di amici che si diverte a fare cultura.

di Marco Cutillo

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