Calamaro al cadmio, scatta il richiamo

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Non buone notizie per il consumatore che crede nella genuinità dei prodotti facenti capo alla grande distribuzione. Ma non sono giorni buoni in generale per i consumatori italiani. Il ministero della Salute, ha diramato  il richiamo di un lotto dei Ciuffi di Calamaro proveniente dall’estero che non rispetta i nostri standard per quanto riguarda l’utilizzo di prodotti chimici e relativi residui.

Tutta colpa di una partita di Ciuffi di Calamaro Indopacifico Decongelati (Uroteuthis duvauceli), al cadmio provenienti dall’estero, a marchio Nuova Bel Pesca snc, scoperti dai controlli effettuati dal dipartimento di sanità pubblica e sicurezza alimentare nazionale, finiti nelle rivendite in tutta Italia. Il marchio di identificazione dello stabilimento è IT X1M2E CE, mentre il nome o ragione sociale dell’OSA a nome del quale il prodotto è commercializzato è Nuova Bel Pesca srl, con sede dello stabilimento in via G. Poli 127 a Chioggia, provincia di Venezia.

Il numero del lotto di produzione coinvolto nel richiamo è 2020/416. In questo caso la data di scadenza o termine minimo di conservazione non è indicata sull’avviso di richiamo in quanto non pertinente, mentre l’unità di vendita è rappresentata dal prodotto sfuso. Il motivo del richiamo è un rischio chimico, cioè la presenza di cadmio che supera i limiti consentiti dalla legge in misura di 6,6 mg/kg +-1,6 mg/kg (revisione di analisi effettuata dall’Istituto Superiore di Sanità, rapporto di prova A161/21 del 30 marzo 2021).

Il cadmio, utilizzato soprattutto nell’industria delle vernici e delle batterie, è un metallo estremamente tossico che provoca numerose patologie tra cui alcune letali come attacchi di cuore, cancro e diabete. Il cadmio sostituisce lo zinco in molti complessi metallo-enzimi e molteplici sintomi causati da tossicità da cadmio possono essere condotte di una carenza di zinco indotta da cadmio. Si concentra nei remi, nel fegato in altri organi.

È considerato più tossico sia del piombo che del mercurio. Pertanto Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti“, associazione ormai punto di riferimento per la sicurezza alimentare in Italia, consiglia alle ditte di prodotti ittici e ai titolari delle rivendite all’ingrosso di prodotti alimentari di bloccare la vendita di questo lotto. Il reato previsto è quello di commercializzazione di alimenti non conformi alla normativa vigente punito con una ammenda di 2580,00 euro. La segnalazione è stata diffusa anche dal Sistema rapido di allerta europeo (RASFF), classificata come decisione di rischio grave, è stata inviata dal Ministero della salute italiano e pubblicata sui relativi siti dei nuovi portali dedicati alle allerte alimentari.

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