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Cagliari – Napoli è un’occasione: due punti persi o uno guadagnato?

Pasquale Di Sauro 22/02/2022
Updated 2022/02/22 at 12:25 PM
7 Minuti per la lettura

Se Milano frena, Napoli deve accelerare. Si doveva “semplicemente” vincere, ma nel calcio niente è facile o scontato. Esistono gli avversari, i momenti di una squadra, gli episodi e le occasioni.

«Alexa, qual è la classifica di Serie A?»

«Dopo il 26esimo turno: Milan 56, Inter 54, Napoli 54».

Con un successo ieri a Cagliari gli azzurri sarebbero primi insieme ai rossoneri, con una sconfitta invece i punti restavano 53, dunque terzi a tre lunghezze dalla capolista. Ricordiamo anche che la squadra di Simone Inzaghi ha ancora una partita da recuperare e non è un dettaglio da poco. A questo punto la domanda di oggi è una sola: Due punti persi o uno guadagnato? La risposta arriva dal diretto interessato, mister Luciano Spalletti:

«È un punto guadagnato ma anche due punti persi. Potevamo fare di più, ma in questo turno tutti hanno avuto delle complicazioni. Abbiamo trovato un Cagliari combattivo, non siamo stati capaci di portare la gara dove volevamo. Loro volevano fare duelli, noi volevamo giocare ma non ci siamo riusciti. Ci siamo intimoriti dopo aver perso le prime due palle in uscite. Quando siamo andati sotto qualche occasione l’abbiamo avuta. Sono moderatamente soddisfatto per la reazione dei miei».

Moderatamente soddisfatto commenta il tecnico del Napoli. Lo stesso non si può dire per i tifosi partenopei che ieri in terra sarda sognavano l’aggancio alla vetta dopo un weekend che aveva visto tutte le big – nessuna delle prime sei ha vinto – perdere punti per strada. L’occasione è ghiotta ma fallita. Solo un eroico Osimhen rimedia alla papera di Ospina che aveva spalancato la porta a Gaston Pereiro.

Andiamo per ordine, partiamo dall’inizio. Insigne, Politano, Lozano, Anguissa, Lobotka e Tuanzebe out. Osimhen ginocchio gonfio, Ruiz con punti di sutura al capo ma almeno loro due arruolati per la missione primo posto, anche se partono dalla panchina.

Mister Spalletti dunque fa la conta dei disponibili e decide di inventarsi una difesa a tre – vista già nella sconfitta interna contro l’Atalanta – un centrocampo con Di Lorenzo e Mario Rui esterni, Demme e Zielinski al centro con Elmas – Mertens dietro Petagna.

Il nuovo assetto tattico però non funziona e lo si capisce subito. Con il 3-4-2-1 gli azzurri smarriscono la loro identità, non trovano mai le misure e faticano contro un Cagliari assatanato che non è certo una sorpresa: gli uomini di Mazzarri nel 2022 hanno conquistato ben 12 punti, nella speciale classifica il Napoli è primo con 15.

Primo tempo

Eppure la prima occasione è per i napoletani: dieci minuti di gioco e Di Lorenzo conclude di potenza verso la porta, solo Cragno evita il gol con una grande parata. Il terzino infaticabile del Napoli passa dalla possibile gloria alla sfortuna in pochi minuti, a metà primo tempo è costretto a uscire per una botta alla testa che non gli consente di continuare, al suo posto entra Malcuit che nella ripresa sarà costretto a sua volta a lasciare il campo per infortunio. Una sorta di maledizione della fascia destra, in novanta minuti ne fa fuori 2.

Nella prima frazione gli azzurri ci provano anche con Rrahmani (tap-in fallito da pochi passi), Mario Rui (destro a giro con risposta di Cragno) e Dries (conclusione alta sopra la traversa). Ma il Cagliari trova le misure, la voglia di vincere e l’intensità di gioco giusta per mettere in seria difficoltà i partenopei. Già nei primi 45’ Altare e Joao Pedro impensieriscono Koulibaly e compagni, ma nella ripresa la superiorità della banda di Mazzarri diventa evidente.

Secondo tempo

Al 54’ Deiola grazia il Napoli: il centrocampista si divora in piena area di rigore il gol del vantaggio. Quattro minuti più tardi però è Ospina a regalare qualcosa agli avversari calcolando male l’intervento sul tiro a giro di Gaston Pereiro, una conclusione facilmente parabile che il colombiano fa carambolare alle sue spalle. L’ultima cosa che ci voleva per un Napoli spento era una papera del suo portiere. Tutti si chiedono se sarà quella la scintilla per provare ad accendere la luce? Niente, buio totale, tre minuti dopo lo svantaggio arriva un’altra grazia: Baselli sbaglia un gol già fatto al termine di un’azione dove Deiola si fa respingere un colpo di testa da metri zero (in questa occasione super Ospina).

Spalletti capisce che la scossa deve – per forza – arrivare dalla panchina. Manda in campo gli acciaccati Osimhen e Ruiz insieme a Ounas tornando al 4-2-3-1. L’indicazione è una soltanto per i subentrati: trovare il pari quanto prima. Bisognerà soffrire ancora un po’ prima della riuscita della missione, infatti Joao Pedro e Marin impensieriscono con le loro sgroppate e il doppio vantaggio è questione di centimetri per i sardi (con allegata disperazione di Mazzarri in panchina). Ma a tre minuti dalla fine arriva l’inzuccata vincente dell’attaccante nigeriano azzurro numero 9 che sfrutta uno dei pochi buoni suggerimenti di Mario Rui e regala un punto amaro, che sa di occasione persa.

Nella lotta scudetto che si fa sempre più serrata partite così non sono ammesse, se Milano frena, Napoli deve accelerare. Occhio sempre alle spalle però, la Champions rimane l’obiettivo. All’orizzonte invece i prossimi appuntamenti: Barca in Europa, poi Lazio e Milan in campionato

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