Bullismo e responsabilità degli insegnanti: la culpa in vigilando

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Con sentenza n. 11249/2021, la seconda sezione civile del Tribunale di Roma, ha stabilito che è sufficiente una sola segnalazione di atti violenti da parte degli studenti per far scattare la responsabilità per mancata sorveglianza in capo agli insegnanti.

Il caso in esame riguarda la vicenda di cui è stato protagonista un alunno di terza media, il quale, in orario scolastico, aveva subito atti di bullismo da parte dei compagni. I genitori dell’alunno decidevano di adire le vie legali per chiedere il risarcimento dei danni subiti dal figlio, nonché il rimborso delle spese mediche sopportate.

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Il Tribunale capitolino, ha ritenuto di accogliere le doglianze dei genitori dell’alunno che hanno contestato il sorgere, in capo agli insegnanti, della responsabilità per “culpa in vigilando”, per essere responsabili della condotta illecita tenuta dagli alunni in danno di altro studente durante il periodo in cui gli stessi erano posti sotto la loro vigilanza.

Asserisce il giudice, che le condotte pericolose e lesive, consistenti anche in assestamento di calci nei genitali, erano state tenute fin dall’inizio dell’anno scolastico e, che tale prova, era fornita dal fatto che di esse ve ne era notizia anche in alcuni verbali del Consiglio di Istituto.

Secondo il giudicante, il fatto che tali condotte fossero tenute nei corridoi o nei bagni dell’edificio scolastico, non vale ad escludere la responsabilità degli insegnanti, poiché l’obbligo di sorveglianza sugli allievi si estende per tutto il tempo in cui i medesimi fruiscono della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni.

Nel caso di specie, è stato sottolineato, non vi è esenzione da responsabilità poiché pur essendo noto che alcuni alunni fossero dediti a giochi potenzialmente pericolosi, non si sono adottate, in via preventiva, misure idonee ad evitare tali condotte.

di Davide Daverio

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