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Bufale campane. La riunione che disunisce della Regione

Redazione Informare 18/09/2022
Updated 2022/09/18 at 2:42 PM
4 Minuti per la lettura

Sabato 17 settembre. L’incontro proposto dalla Regione

Avrebbe dovuto essere un incontro frontale, un faccia a faccia tra istituzioni e allevatori bufalini. Il tema dell’incontro, il sempre più soffocante e delicatissimo problema riguardante la brucellosi e tubercolosi della bufale campane e ad esso connesso l’abbattimento totale degli abbattimenti.

Avrebbe dovuto essere, ma invece non è stato. L’incontro indetto dalla Regione si è configurato come una riunione che non unisce, ma ben altro, disunisce; questo perché ad incontrarsi non sono stati istituzioni e allevatori (attori principali del dramma), ma solamente sindaci e funzionari della Regione.

Le parole degli allevatori

Da qui, la rabbia esplosa ed espressa dal Coordinamento unitario del patrimonio bufalino:

«Ennesima farsa andata in scena a Napoli. L’annuncio roboante di straordinari interventi che il Presidente della Regione Vincenzo De Luca avrebbe presentato nella giornata per risolvere i problemi del fallimentare Piano contro la BRC e la TBC bufalina, si è svelato per quello che è: l’ennesimo colpo a vuoto pur di prendere tempo e passare la nottata delle elezioni sperando che gli spettatori per cui viene allestita la recita siano tanto distratti da non rendersi conto di quello che succede. Il fatto è, però, che la montagna di bugie con cui viene venduta la strategia della Regione Campania sta rendendo ormai impossibile non prendere atto della realtà persino ai più distratti».

E fra gli allevatori molti pensano che: «De Luca vuole evitare la manifestazione degli allevatori che da tempo chiedono l’apertura di un tavolo con la Regione e scongiurare che avvenisse l’incontro fra una delegazione di allevatori e sindaci e il Prefetto di Caserta. Andava solo impedita la manifestazione ma, visto che gli allevatori, scottati dalle molte promesse a vuoto di questi mesi, la hanno mantenuta, pur se usando toni di massima disponibilità al dialogo, è arrivata la decisione di De Luca che, nei fatti, ha delegittimato il buon lavoro messo in campo da quanti si erano spesi per il dialogo: “contrordine compagni” l’incontro del Presidente si fa solo con i sindaci dell’area cluster a Santa Lucia».

Durante il confronto fra Regione e sindaci, nessuna manovra di cambio rotta è stata sostanzialmente proposta. De Luca ha sottolineato che non sono previste misure di modifica nel protocollo già esistente e che la Regione s’impegnerà per render più celere il processo di indennizzo agli allevatori.

D’altro canto, questi ultimi dicono di non essere interessati ai tempi di risarcimento di quei “quattro soldi” dati loro, ma che vorrebbero lottare per impedire un’inutile mattanza del bestiame quando anche la prassi suggerisce di impedire la strage e la chiusura delle imprese.

Insomma, le tensioni fra Regione e allevatori sono sempre più forzate, e anche il famoso “sabato dell’ascolto e dell’apertura di De Luca” si è rivelato un grosso buco nell’acqua. Il problema sta nella mancanza di dialogo e la capacità di accordarlo non può essere inteso come un potere nelle mani di De Luca: se fate i buoni forse ne parliamo (chissà se in quel parlare è contemplata l’idea dell’ascolto) mentre se protestate tanti saluti e arrivederci. Qui c’è in ballo la vita di tantissime persone, tantissimi lavoratori, ma soprattutto di tantissime famiglie e la soluzione di questo infelice stato delle cose dovrebbe giocarsi sul piano della democrazia. Chissà se qualcuno conserva ancora una piccola di buon senso.

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