Boycott Black Friday: proteste contro Amazon

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Crescono in tutta Europa proteste e manifestazioni contro il Black Friday: nel mirino il colosso dell’e-commerce, Amazon

Si stima che nel corso di quest’anno, a causa del blocco delle attività commerciali causato dalla pandemia, le vendite online siano aumentate dell’81% rispetto al 2019. A trarne i vantaggi è il gigante Amazon, il cui fatturato trimestrale raggiunge quota 96,2 miliardi, con un aumento del 37% rispetto all’anno precedente.

Purtroppo, mentre le multinazionali traggono sempre maggior profitto, sono i piccoli e medi commercianti a soccombere, stroncati dalla crisi pandemica.
Quest’anno ancor più che nel passato saranno quasi esclusivamente i colossi dell’e-commerce a garantirsi elevatissimi profitti in occasione del Black Friday.
La prima vittoria a favore dei commercianti viene registrata in Francia. Qui le proteste #NoelSansAmazon hanno spinto l’azienda a concedere un rinvio del Black Friday a venerdì 4 dicembre, per consentire agli esercizi commerciali di riaprire le proprie attività, come suggerito dal ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire.

A far sentire la propria voce riguardo ai pericoli legati al Black Friday sono anche movimenti ambientalisti quali Greenpeace o Fridays for Future, che si sono mobilitati organizzando campagne di sensibilizzazione sul tema. L’obiettivo delle proteste è disincentivare all’acquisto online, andando a sottolineare le ripercussioni fortemente negative dell’e-commerce non soltanto sul tessuto socio-economico ma anche e soprattutto sull’ambiente. Il prezzo più grande lo paga il pianeta a causa dei danni provocati dalle spropositate emissioni di CO2 causate dalle spedizioni veloci, senza pensare all’inquinamento prodotto dagli imballaggi in plastica.

Informareonline-Black Friday-2Caratteristiche intrinseche al sistema produttivo capitalistico, di cui il Black Friday rappresenta l’apice dell’espressione, fanno sì che al suo interno non possa avvenire una riconversione ecosostenibile. Alla base del nostro modello produttivo vi è una mera logica del profitto, che non ha altri obiettivi se non l’accumulazione di capitale. Tale ottica si rivela irrimediabilmente incompatibile con una revisione in chiave ecologica della produzione. Le ingenti donazioni di Jeff Bezos, l’ormai plurimiliardario CEO di Amazon, ad enti impegnati nel contrasto alla crisi climatica vanno pertanto interpretate, secondo le associazioni ambientaliste, come un banale tentativo di ripulire la propria immagine davanti all’evidenza.
Per contrastare l’esagerato potere acquisito dall’e-commerce, movimenti come Fridays for Future spronano apertamente a resistere all’impulso irrefrenabile che ci spinge verso il cieco acquisto di prodotti spesso futili, dietro l’illusoria attrattiva del “risparmio”.

Tra le critiche sollevate nei confronti del Black Friday, proprio quella di spingere le masse a spendere più del necessario, alimentando un consumismo dilagante e conducendo ad enormi quantità di spreco.

di Mariasole Fusco 

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