I botti di Capodanno sono una follia, una barbarie e un disastro ambientale

 

“Non chiamatela tradizione. Quella dei botti di Capodanno è una follia, una barbarie. Ecco perché invito tutti a non acquistare nessun tipo di fuochi d’artificio, sia legali che illegali”. I danni immediati e più noti si hanno il 1 gennaio quando si registrano migliaia di feriti gravi a causa dei botti di Capodanno”. Uno scenario da ‘guerra anche se le campagne di educazione che si fanno nelle scuole in collaborazione iniziano a dare qualche risultato.

Ci sono poi le cosiddette ‘vittime bianche’. “Sono i cardiopatici e gli asmatici, che si ritrovano a respirare questi fumi di zolfo altamente irritanti. Insomma, chi spara questi botti non solo provoca danni a se stesso, ma anche agli altri. E questo è imperdonabile”.

Adesso non soffermiamoci solo  ai danni noti e riconosciuti, visto che per troppo tempo, in relazione agli effetti dannosi dei fuochi d’artificio, si è parlato solo delle bruciature e dei danni agli occhi e alle orecchie causati dall’esplosione, o eventualmente ancora delle sofferenze degli animali, del lavoro dei minori nella fabbricazione dei fuochi d’artificio.

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Oggi si sa che la vera problematica è altrove: il problema fondamentale dei fuochi d’artificio risiede principalmente nelle polveri fini.

Le polveri fini (PM10) possono sia peggiorare malattie esistenti sia provocarne di nuove. Perciò non è solo una piccola parte della popolazione ad esserne coinvolta bensì ognuno di noi: le polveri fini non si fermano davanti ad alcun polmone! Certamente ci sono fonti di polveri fini molto più importanti dei fuochi d’artificio. Ma non c’è alcuna fonte di polveri fini che, come i fuochi d’artificio, in un tempo così ridotto, emette un carico di polveri fini che supera di otto volte e più il valore limite!

Inoltre, quando si accendono i fuochi d’artificio viene liberata una miscela di sostanze chimiche esplosive. Bruciando, le diverse sostanze mescolate scatenano delle reazioni chimiche; si formano una quantità di nuove sostanze dalle composizioni sconosciute e velenose.

La quantità di veleni diffusi nell’aria dall’esplosione di fuochi è micidiale. “Uno studio della Cewep (Confederation of european waste-to-energy plants), citato da Daniele Fortini (già amministratore delegato di Asia, l’azienda della nettezza urbana di Napoli ) e Gabriella Corona nel loro libro Rifiuti , ci dice infatti che nel Capodanno 2005 i fuochi d’artificio esplosi nella sola città di Napoli hanno rilasciato una quantità di diossina pari a quella prodotta in un anno da 120 inceneritori di rifiuti. Avete letto bene: non uno, non dodici, ma centoventi.

Si dirà: le solite esagerazioni su Napoli. Bene, proviamo allora a fornire un altro esempio nel segno della par condicio: secondo l’Agenzia ambientale britannica, i quindici minuti di fuochi artificiali sparati a Londra nel corso delle celebrazioni del millennio (capodanno 2000) hanno prodotto più diossina di quanta ne avrebbe sprigionata un impianto europeo di termovalorizzazione in oltre un secolo.

Se tutte queste notizie non sono state sufficienti… e continuerete a sparare botti, ai vostri figli non potrete dire NON LO SAPEVO… Vi chiedo unicamente di diffondere il più possibile queste notizie, non per fare allarmismo, ma semplicemente un informazione consapevole. Grazie

di Tommaso Morlando

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About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista – Fonda il “Centro studi officina Volturno” nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE.
In un territorio “difficile” è convinto che attraverso la cultura e l’impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra.
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