Bottari di Macerata Campania: avviato l’iter a sostegno della candidatura UNESCO

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Immaginate di vivere in un piccolo paese della provincia di Caserta, custode di un’antica tradizione, e all’improvviso trovarvi catapultati tra alcuni degli spazi di discussione più importanti al mondo, nella sede centrale dell’UNESCO di Parigi. È ciò che è successo a Vincenzo Capuano, Alfonso Munno e Domenico Salzillo dell’Associazione Sant’Antuono & le Battuglie di Pastellessala NGO accreditata UNESCO che ha ereditato l’impegno di salvaguardare la famosa Festa di Sant’Antuonoche perdura sin dal Medioevodella musica dei bottariforse il più antico ritmo musicale d’Europa arrivato intatto al giorno d’oggi.

«A Macerata Campania si cresce al ritmo della musica di Sant’Antuono ci spiega Vincenzo Capuano– quindi ogni cittadino ha una predisposizione naturale nella salvaguardia della tradizione». La comunità è capace di rigettare influenze devianti, ma soprattutto adattarsi ai tempi che corrono. Inoltre nel 2019 sono state stabilite delle linee guidaadottate con un regolamento dal Sindaco Stefano Antonio Cioffi, per garantire buoni livelli di sicurezza.

Non è faticoso trovare ogni anno la disponibilità dei cittadini. Le Battuglie di Pastellessagruppi spontanei ed eterogenei di bottari sono costituite da almeno 50 persone, per un totale di circa 1500 bottarimescolando diverse generazioni; sintomo di una forte valenza sociale. Il rito secolare tiene impegnati i maceratesi dal 18 gennaio in poi, il giorno successivo alle celebrazioni per Sant’Antonio Abate, quando i carri vengono smontati. La preparazione dura tutto l’annoma è in estate che le Battuglie avviano la scrittura di canti inediti e la progettazione dei famosi Carri.

L’eco raggiunge anche i comuni limitrofi come Portico di Caserta e attira percussionisti e musicisti da tutta la Campania, che vogliono provare l’ebbrezza di salire su un carro e partecipare all’esecuzione delle musiche. Il musicologo Roberto De Simone ha studiato il ritmo della musica maceratese, individuando tra canti classici “Il canto delle sei sorelleinserito nella sua opera teatrale “La Gatta Cenerentola.

«La musica, quel ritmo apotropaico scandito dal suono di botti, falci e tini, in origine serviva a scacciare il demonio dalle cantine buie ed eseguito all’esterno ad augurare un buon raccolto». Compaiono infatti sui carri maschere demoniache, materializzazione della paura, da esorcizzare con il ritmo dei bottariOggi nei brani è facile ritrovare dei riferimenti al Santo e alla tradizione, ma anche alla quotidianità o ai problemi sociali del territorio; la produzione di inediti supera agevolmente la ventina ogni anno.

Informareonline-Bottari-3-minI gruppi sono detti Battuglie di Pastellessa. Ma cos’è past’ e ‘llessa? È il piatto tipico di Macerata, la pasta con le castagne lesse. Uno dei più famosi capobattuglia di inizio ‘900 era un certo Antonio di Matteo, detto Zì Antonio ‘e Pastellessa, perché proprietario di un’osteria, che appunto proponeva questa pietanza tipica. Come si chiamava il suo gruppo di bottari ed artigiani? Appunto, ‘A battuglia ‘e Pastellessa.

Il valore indissolubile della musica insieme alla capacità della tradizione di adattarsi ai tempi e quindi non estinguersi ma rinnovarsi, ha spinto nel 2017 l’emittente Tv2000 a realizzare il documentario Libera nos a malo con la regia di Luigi Ferraiuolo; fu presentato alla sessione UNESCO sul Patrimonio Culturale Immateriale svolta nel dicembre dello stesso anno in Corea del Sud.

Il sostegno alla candidatura UNESCO è arrivato dalla Regione Campania. Con l’Università Vanvitelli ha elaborato un progetto di ricerca sulla festa maceratese, con il supporto attivo della comunità locale, per la richiesta di avvio dell’iter di candidatura alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO.

«I tempi sono ancora lunghi, stiamo lavorando affinché si raggiunga l’obiettivo. Per il futuro dice Vincenzo immaginiamo di sfruttare la forza di Sant’Antuono per raggiungere anche le altre tradizioni del territorio, come già abbiamo fatto per la Lummenéra di San Nicola la Strada o lTammorra di Marcianise, per completare un iter di salvaguardia condiviso che si estende oltre i confini di Macerata».

di Francesco Cimmino

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