Il segreto di pulcinella: cosa c’è dietro

LA LUNGA FILA ALLA CAPPELLA SAN SEVERO

A dircela in breve non è un segreto. Forse ci si chiede sorseggiando un nero d’avola tra le tavole ciliegio del centro storico e le maioliche dei chiostri più nascosti del fascino di questa città, di ritorno da uno dei tanti vissuti low cost mozzafiato cosa ha impedito per anni la calca mediatica-turistica che si è registrata in questi mesi. Si interroga un amico e scrollando le spalle ti trovi a fare a spintoni con il fiotto di turisti che aspettano di entrare e vedere il “cristo velato”, sentire il profumo della follia e l’alchimia di Giuseppe Sanmartino. La verità è che si resta imbrigliati in un clamore che non esiste realmente, Napoli è Napoli da sempre verrebbe da dire.

Le cose realmente modificabili sono poche, sono modificabili i fondi dedicati al restauro di tantissime sculture fatiscenti, sono modificabili i fondi stanziati dal comune per le tantissime iniziative che permettono ai turisti di visitare musei e centri d’arte anche nel panorama serale e notturno, sono modificabili le attenzioni del napoletano alla propria storia. Un pò come spolverare ogni giorno le foto di famiglia, metterne qualcuna un pò più ingiallita in qualche agente chimico che le ravvivi.

De Ma e il suo lavoro stanno lasciando un’impronta e non è credibile la scusa della propaganda. Partire dall’arte non è un delitto per tutte le strade semidistrutte dei nostri quartieri; quella è un altra storia. Napoli ha bisogno di riconoscere le proprie mani al mattino, di metterle in acqua pulita e lavarsi la faccia non di metterle in tasca.

A breve sul portale tutte le informazioni riguardo le statistiche sul turismo di questi mesi e quelle per un gennaio artistico e culturale da incorniciare.

Napoli respira.

Giovanni Imperatrice

About fulvio mele

Fulvio Mele: Ventenne Giornalista Pubblicista da Marzo 2016 e Vicedirettore di Informare da Giugno dello stesso anno.
Diplomatosi al Liceo Scientifico R. Caccioppoli di Napoli.
Laureando in Sociologia (scienze sociali) presso la Facoltà della Federico II.
Entra nell’associazione “Officina Volturno” nell’agosto 2013.
Esordisce come giornalista nel mensile di ottobre 2013, scrivendo una rubrica sui libri, “Leggi che ti passa”.

“Credo che per essere giornalista bisogna essere curioso e andare oltre le cose; credo che la notizia non si crea ma la si racconta entrandoci dentro, aprendola dall’interno; credo che un vero giornalista scrive di emozioni e di storie, soprattutto dà voce a chi voce non ne ha ; credo che essere giornalista sia uno stile di vita”