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Bologna – Napoli: «Ho una notizia buona e una cattiva»

Pasquale Di Sauro 17/01/2022
Updated 2022/01/18 at 2:06 PM
5 Minuti per la lettura

«Ho una notizia buona e una cattiva». Se sentire prima l’una o l’altra è sempre una scelta soggettiva, a Napoli la storia è un po’ diversa. Infatti si dice: «Pigliate o buono quanno te vene, ca o malamente nun manca maje».

E partiamo quindi dalle “cose” buone, perché Bologna – Napoli ne regala più di una. In ordine decrescente di importanza:

  • Due gol alla squadra di Mihajlovic e sconfitta di coppa riscattata.
  • Doppietta del Chucky e assoluzione immediata del peccato: l’espulsione contro la Fiorentina.
  • Cinque punti sulla Juventus quinta
  • Più quattro sull’Atalanta quarta (anche se la Dea ha una gara in meno)
  • Meno due dal Milan secondo (crollato al 95’ in casa contro lo Spezia)
  • E l’Inter? L’Inter lasciamola stare (per il momento, non si sa mai)
  • Dulcis in fundo, Osimhen e Zielinski: il ritorno.

Mica roba da poco …?

E la notizia cattiva? Sorpresa, oggi no, non ci sono, tutti bravi, tutti promossi. A Bologna una sola sbavatura da segnalare, l’occasione concessa a Dominguez al minuto 73’. Per il resto del film, lo spettacolo è di livello, con buona pace delle assenze degli attori protagonisti: Koulibaly; Anguissa; Ounas; Ospina e Insigne.

Hirving Lozano, ti assolvo dai tuoi peccati

Vogliamo lo spoiler. Vogliamo sapere del dialogo intenso che Chucky deve aver avuto o con il mister, o con se stesso. Che Lozano abbia preso sul serio l’idea di potersi far carico di una pesante eredità – sostituire un capitano ormai con la valigia pronta destinazione Toronto – erano già arrivati degli indizi. Contro la Viola Hirving era tutto un fuoco, di paglia, come si dice a Napoli ma sempre un fuoco. Entra, spacca – il palo – esce (espulso) tutto in venti minuti. Deve essersi sentito in colpa, il Napoli va fuori dalla Coppa forse anche per il suo cartellino rosso rimediato, e allora l’unico modo di fare ammenda è una doppietta a Bologna, condirla con una prestazione super, mandare in tilt Hickey (lo sta ancora cercando) sul primo gol, e Skorupski (quando lo salta prima di insaccare) sul secondo.

2022? Fin qui tutto bene (o quasi)

«Scurdamece o passat» No. Ma se si guarda solo al nuovo anno, il cinema di Spalletti in campionato ha ricominciato a produrre opere di qualità: pari a Torino contro la Juve; vittoria al Maradona con la Samp; successo esterno a Bologna. Lo spettacolo che viene fuori al Dall’Ara, nonostante le assenze di alcuni attori di punta, convince gli spettatori, soprattutto per la trama (buon gioco, controllo e gestione del vantaggio) e per le gesta di un protagonista che non ti aspetti (un giovane messicano rapido, intraprendente, lucido e concreto).

Regia di qualità

Spalletti sceglie Lobotka come regista per il suo film ambientato in quel di Bologna. È lui a dire “ciak si gira” e come se si gira. Specie se gli assistenti alla regia sono due fenomeni come Ruiz e Zielinski: il primo specializzato in “mancino letale”, (solo il palo a dirgli di no stasera), il secondo, con la voce “fondamentale” nel suo curriculum.

Ciò che ti aspetti e ciò che non ti aspetti

Lo stadio di Bologna, cornice del film degli azzurri, vede il ritorno sul set di un attaccante mascherato che di misterioso ha poco o nulla. Basta vederlo correre e scattare per riconoscerlo, non ci sono dubbi: è Victor Osimhen, stella nascente che vuole tornare a brillare e si vede. La sorpresa è il brivido finale, il palo colpito da Svanberg su punizione al novantesimo minuto ma tutto sommato ci può stare, ciò che non ti aspetti è Mario Rui con la fascia da capitano (dai vabbè si scherza).

I numeri al botteghino

I numeri del film? Eccoli: due gol fatti; zero subiti; un palo colpito; 70% di media possesso palla; 46 punti; terzo posto. Prossimi appuntamenti: Salernitana a Fuorigrotta, Venezia in trasferta.

La critica approva, confermata la candidatura per il Napoli alla Champions League.

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