Freddie mercury

“Bohemian Rhapsody”, capolavoro senza tempo di Freddie Mercury

Gianrenzo Orbassano 24/11/2022
Updated 2022/11/24 at 4:37 PM
5 Minuti per la lettura

Freddie Mercury probabilmente è stato animato da qualcosa di divino quando ha scritto Bohemian Rhapsody. Come se fosse stato in qualche modo posseduto dallo spirito della musica: in quel momento di grande ispirazione, lui era uno strumento a servizio della musica.

E i Queen non avevano ancora “spaccato”. Il 1975 fu l’anno buono, fu l’anno di “A Night at the Opera“. Fu l’occasione di pensare e realizzare un pezzo fuori dagli schemi: oggi Bohemian Rhapsody è un brano leggendario, entrato nelle vite di ognuno di noi. Come mai questa canzone ha ancora un potere straordinario ancora oggi? Leggete un po’ cosa ne penso…

Realtà o fantasia? il dubbio “mercuriano” con cui inizia Bohemian Rhapsody

Is this The real life? Is this just fantasy?

È questa la vita reale? È solo fantasia? Così inizia una delle canzoni che ha fatto la storia del rock, Bohemian Rhapsody. La canzone più emblematica dei Queen, quella con cui la band di Freddie Mercury trovò un clamoroso successo. Bohemian Rhapsody è un brano contenuto nell’album “A Night at The Opera” del 1975. Un disco che ha venduto oltre 6 milioni di copie in tutto il mondo. Un trionfo nelle classifiche dscografiche destinato poi a durare nel tempo.

Nel 1991, sull’onda emotiva della prematura scomparsa del frontman dei Queen, Bohemian Rhapsody tornò in testa alla classifica. Nel 2018, sulla scia del successo del film di Bryan Singer con protagonista Rami Malek, dedicato alla storia della band, è diventata la canzone incisa nel XX secolo più ascoltata di sempre in streaming. Tante vite, quindi, per un brano che non smette di stupire gli ascoltatori dopo quasi cinque decenni dalla sua incisione.

Sono passati più di 45 anni dalla sua pubblicazione, ma questo brano resta ancora un capolavoro senza precedenti. Bohemian Rhapsody è l’esempio di come una canzone può diventare un’opera rock, un brano che porta con sé molteplici aspetti musicali: generi e stili che si incontrano, coabitano nello stesso brano. Un testo simbolista che parla di questo “poor boy” in balìa delle sue vicissitudini ma sempre con un atteggiamento al di sopra delle cose.

Una canzone? Di più: patrimonio culturale di tutti e per tutti

C’è la chitarra di Brain May, la voce inconfondibile di Freddie Mercury. Ma la genialità dei Queen è stata quella di unire il rock con l’opera lirica. Una rapsodia, un brano di sei minuti, cosa abbastanza inconsueta per il mercato discografico. Tanto che la EMI, all’epoca, era molto scettica se pubblicarla o meno. Avevamo detto che Bohemian Rhapsody sembra contenere al suo interno almeno 3 canzoni diverse: all’inizio il pezzo parte con una ispirazione melodica, poi c’è la lirica e infine il rock and roll.

In realtà Freddie Mercury non ha mai specificato di cosa parlasse questo brano. Anzi, lui stesso ha tenuto a precisare che è l’ascoltatore che dovrebbe darsi un proprio significato. Come dargli torto: soprattutto oggi in cui non si ascolta più una canzone, ma si skippa. Soprattutto oggi in cui si vuol dare un significato a tutto. Questa canzone non lo permette. Ha un suo fascino segreto e secondo me è diventata immortale proprio perché questo segreto ha saputo renderla di tutti.

Il testo di Bohemian Rhapsody è tutt’ora preservato nella Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Il singolo del 1975 dei Queen è stato infatti giudicato come ”culturalmente, storicamente o esteticamente importante o in grado di riflettere il modo di vivere negli Stati Uniti” e per questo si è meritato un posto nel National Recording Registry. Un patrimonio artistico in cui tutti possono mettere il proprio significato, la propria esistenza. Infondo, è per questo che una canzone resta per sempre.

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