Bocconi di Storia – Terra di Lavoro: il Real Sito di Carditello

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Torna il 14 settembre prossimo, “Bocconi di Storia” il festival pop della cultura campana che celebra la Terra di Lavoro, come  sono da sempre denominati i territori della regione Campania. Quest’anno a ospitare l’evento sarà una location d’eccezione, il Real sito di Carditello emblema  della produzione e della laboriosità che hanno reso l’enogastronomia e l’artigianato campani eccellenze famose nel mondo. 

La Terra

La denominazione terra laboris,  fu utilizzata già da Plinio il Vecchio nel I secolo d.C., ad indicare quella terra grassa e fertile che ha reso l’agricoltura fonte principale di guadagno della zona che va dal basso Lazio alla Basilicata. Una denominazione che ben definisce la laboriosità degli abitanti e il loro spirito imprenditoriale. Numerose sono infatti le produzioni di ortaggi e frutta,  latticini (prima su tutte la produzione della mozzarella di Bufala), salumi, vino, olio, seta e lino.

Riscoprire i luoghi storici della produzione è un viaggio nel tempo al quale difficilmente si può resistere e reso possibile solo in alcuni luoghi.

E’ questo il caso del Real sito di Carditello.

La Storia

Anche nota come Reggia di Carditello, la tenuta faceva parte di un gruppo di 22 siti della dinastia reale dei Borbone di Napoli posti nella Terra di Lavoro: Palazzo Reale di Napoli, Reggia di Capodimonte, Tenuta degli Astroni, Villa d’Elboeuf, Reggia di Portici, Villa Favorita, lago di Agnano, Licola, Capriati a Volturno, solo per citarne alcuni.

Questi siti non erano solo semplici luoghi per lo svago (soprattutto per la caccia) della famiglia reale borbonica, poiché in alcuni casi costituivano vere e proprie aziende. Una lungimiranza borbonica espressione dell’imprenditoria illuminista in voga in quei tempi. Si citano per esempio gli allevamenti della Fagianeria di Caiazzo, la produzione della seta a San Leucio, e gli allevamenti della Tenuta di Persano .

Il Real Sito di Carditello era, infatti, destinato da Carlo di Borbone alla caccia e all’allevamento di cavalli di razza Persano e, successivamente per volere di Ferdinando IV di Borbone, tramutato in una fattoria modello. Il sito fu dedicato alla coltivazione, all’allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini, divenendo primo luogo di produzione di mozzarella di bufala.

Come spesso accade però, a causa delle vicissitudini della Storia (la lottizzazione del 1920, l’occupazione tedesca del 1943 poi) Carditello si è ritrovata per molti anni in un grave stato di abbandono, vittima dell’incuria del tempo e dell’uomo.

Una situazione questa che non è passata inosservata dai cittadini del Comune di San Tammaro e dalle numerose associazioni che hanno reclamato l’attenzione delle istituzioni. La richiesta del rinnovo di gestione e di un piano di valorizzazione per riportare la magione agli antichi splendori non è rimasta inascoltata.

Il  Real Sito di Carditello

Dal 2014, infatti, Carditello è stata riacquistata dal Ministero dei Beni Culturali, ed è stata costituita una Fondazione di partecipazione, Fondazione Real Sito di Carditello, per gestisce i lavori di restauro e le varie attività all’interno del sito. In poco tempo la struttura classica ispirata da Vanvitelli e realizzata dall’architetto Collecini suo allievo nel 1774, è tornata a nuova vita.

Oggi è possibile visitare il complesso borbonico ammirandone gli ambienti interni ed esterni. Il casino reale è posto al centro della struttura rigorosamente simmetrica a forma di T. Dal centro partonopartono i lunghi corpi bassi delle ali riservate all’azienda.
Sei torrioni, nei punti di snodo dei diversi copri di fabbrica, completano la struttura architettonica. Caratteristico del Sito è l’immenso galoppatoio posto al suo ingresso. il prato elicoidale, adornato con due fontane a forma di obelisco, è capace di regalare particolare suggestione quando i cavalli Persano, nuovamente allevati nella tenuta, vengono lasciati sgambare.

Gli Eventi

Uno spettacolo che si apre ai visitatori attraverso percorsi domenicali guidati dagli operatori della Cooperativa Il Cardo, i laboratori didattici e numerosi eventi culturali e gastronomici legati dal fil rouge del recupero della storia e della tradizione della Terra di Lavoro come “Bocconi di Storia”, il festival  capace di produrre cultura attraverso il cibo, la musica e l’arte, rivalutando le tradizioni delle terre campane.

di Maria Rosaria Race

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