Bocconi di storia: non solo terre di lavoro.

 

“Bocconi di Storia” si è rivelato nella sua essenza una vera e propria esplosione di cultura. Creato grazie al bando Funder 35 e promosso da numerose fondazioni. L’evento si è tenuto presso la fattoria sociale Fuori di Zucca, struttura immersa nel Parco della Maddalena sulle ceneri dell’ex manicomio civile di Aversa. All’interno di un meraviglioso spazio verde, tra svariati stand, si sono esibiti artisti locali come Emanuele Panza e gli Out Loud.
Presenti all’evento anche i sindaci delle città di Lusciano ed Aversa, rispettivamente Nicola Esposito ed Enrico De Cristofaro; il primo in merito all’evento ha dichiarato: «La Maddalena un’area molto ambita che deve tornare ai vecchi splendori, grazie a tutte le associazioni che stanno facendo tanto per questo territorio. La vera risposta a queste attività si trova nella risposta dei cittadini, ed io ancora una volta sostengo e sosterrò sempre quella che è la sostenibilità ambientale; è chiaro che queste terre vanno recuperate per essere restituite ai cittadini ed al mondo del volontariato, ed è importante che ciò avvenga nel rispetto delle norme e delle leggi. Come ha detto il sindaco di Lusciano, Esposito, stiamo cooperando tra noi, con il comune di Trentola e con l’ASL per dare attuazione a tutti i nostri impegni su quest’area.» Infine, conclude con un appello al ministro Costa: «Il ministro Costa dice che esistono le Terre dei Fuochi, e non la Terra dei Fuochi. Noi vogliamo una mappatura precisa di queste terre su tutto il territorio casertano, per poter valorizzare tutti i nostri prodotti. Bocconi di storia è il giusto titolo per questo evento, perché Aversa ed i paesi limitrofi hanno tanto da raccontare, e soprattutto, vogliono mostrare quanto c’è di positivo in queste terre». Di grande impatto sono state anche le parole di Giuliano Ciano, che descrive l’evento come un’occasione per dare spazio a tutti i giovani che voglio impegnarsi per restituire a questo territorio il suo splendore attraverso le eccellenze, che non si riconoscono solo nella gastronomia, ma soprattutto nelle persone: “Bocconi di storia” valorizza le persone nelle terre di Don Peppe Diana.

L’umorismo e la leggerezza di Tony Tammaro.

Ospite più atteso dell’evento il cantautore umoristico Vincenzo Sarnelli, assai più noto come Tony Tammaro. Il pubblico napoletano lo accoglie sempre con molto affetto, perché tutti almeno una volta nella nostra vita abbiamo ascoltato e riso ascoltando una delle sue canzoni, che in maniera colorita, spensierata e “tamarra” raccontano quelli che sono episodi in cui tutti ci possiamo rispecchiare. Siamo andati a fare due chiacchiere con lui, ha preferito farsi fotografare con lo sfondo di una parete arancione, come l’ormai iconico Supersantos.

Tony, hai fatto da colonna sonora nei momenti più spensierati dei giovani e sei ormai il capostipite di un certo tipo di canzone. Sarai tale anche questa sera in cui tutti questi ragazzi si impegnano per far emergere la positività e l’eccellenza…
«Io ho fatto da colonna sonora a parecchi giovani e anche a parecchi anziani in questa regione. Negli anni ’80 la Campania era piena della cosiddetta “gente malamente” e la gioventù a quel tempo era veramente brutta ed infelice, perché era difficile aprire un’attività e anzi, direi proprio che non si poteva fare niente, l’unica soluzione era scappare. Adesso vedo che stanno accadendo cose belle, belle davvero. Io in queste terre ci ho cantato anche trenta anni fa e non erano belle come ora… non c’eravate voi giovani che siete meravigliosi, non c’erano nemmeno le pareti arancioni!» ironizza. «Spero di aver dato il mio piccolo contributo facendo da colonna sonora, quando magari in un momento di difficoltà ci si facevano due risate con la cassetta di Tony Tammaro. Quindi sì, penso d’aver contribuito a rendere così bella questa terra oggi».
Pensi che la tua sia una canzone sociale?
«Beh qualche cosa l’ho denunciata, per esempio uno dei grandi problemi di questa regione che è il fidanzamento in casa!» dice ridendo. «Su questo argomento credo di aver scritto almeno dieci canzoni! Non ho mai parlato di cose brutte perché non mi va. La mia risposta a certe cose brutte che grazia e Dio, con gli anni si sono viste sempre meno, è stata sempre quella di portare sorrisi, essere ottimisti. Sono nato come cantante nel 1990, in piena guerra di camorra, ed io venni fuori con “Patrizia” così dal nulla, per ridere».
Oggi tu utilizzi anche i social network, secondo te quanto è importante per un artista utilizzare i social, ed in che modo?
«Oggi è fondamentale, io i social li utilizzavo comunque anche trenta anni fa quando andavo a cantare paese per paese e davo le mani alle persone, oggi fai prima: anziché parlarci, pubblichi una foto scrivendo il posto in cui suoni e questo ti agevola molto. Tempo fa, facevo il disco e dovevo aspettare che i falsari lo mettessero sulle bancarelle, perché io sono diventato famoso coi falsari, lo preciso!» dice ironicamente. «Oggi un disco si pubblica su YouTube, e se piace va avanti. Io per esempio rivelo che mi sto muovendo molto sul web, vorrei provare a realizzare la nuova Tamarradio, vedremo cosa riuscirò a combinare!».
Ultima domanda per concludere con la tua stessa leggerezza e comicità: Patrizia è ancora la reginetta di Baia Domizia?
«Sempre, assolutamente! Nessuno la muove da là! Quest’estate addirittura mi hanno invitato a Baia Domizia per chiedere pubblicamente scusa a tutte le Patrizia che, per colpa mia, da anni ormai si sentono dedicare sempre la stessa canzone!”.

Tony Tammaro ha sicuramente incarnato lo spirito dell’intero evento, che si è svolto con leggerezza, serenità e positività: gli ingredienti migliori per la ricetta del riscatto di questa terra. 

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