Blue Box: diagnosi del tumore al seno da casa

Un dispositivo rivoluzionario nell’ambito della medicina vince il premio internazionale James Dyson Award 2020.

2
Informareonline-Blue Box

“Blue Box” è l’invenzione che si è aggiudicata il premio assegnato dal fondatore dell’azienda britannica alle startup che presentano le idee più innovative. Il dispositivo domestico è capace di diagnosticare il tumore al seno grazie a un campione di urina e un algoritmo dotato di Intelligenza Artificiale.

informareonline_blue_box_2Una scoperta di grande valore considerando che il tumore al seno ha un’incidenza elevata, si stima che 1 donna su 8 ne è colpita nel corso della vita e che questa malattia rappresenta quasi il 30% dei tumori che colpiscono le donne. Secondo i dati della ricerca ogni anno, in Italia, si ammalano di tumore al seno circa 48 mila donne. Per questo una diagnosi precoce attraverso il dispositivo Blue Box risulta un ottimo strumento di prevenzione e un mezzo d’aiuto per poter sconfiggere il cancro.

Blue Box: caratteristiche e funzionamento

Il dispositivo è stato realizzato dalla giovane ricercatrice Judit Giró Benet, Ingegnere Biomedico di soli 23 anni, per la diagnosi a casa del tumore al seno che necessita solo di un campione di urina.

informareonline_blue_box_advantagesIl dispositivo presenta le seguenti caratteristiche:

  • Non-irradiante (diversamente dalla mammografia): diagnosi del tumore senza causare tumori.
  • Non-invasivo: una regolare raccolta delle urine.
  • Low-cost (a prezzo basso): un prototipo è stato realizzato con un costo pari a $60,00.
  • Riutilizzabile: può essere utilizzato dalla stessa persona più volte e da persone diverse.
  • Sensibile: il secondo prototipo con intelligenza artificiale è capace di effettuare la diagnosi con un tasso di accuratezza >95%.
  • Di facile utilizzo: non richiede competenze specifiche nell’ambito biomedico da parte dell’utente.

Questi sono veri e propri valori aggiunti del Blue Box. Ma come funziona?

Il campione dell’urina viene posizionato all’interno del dispositivo per circa 30 secondi. Questo è il tempo necessario affinché i suoi 6 sensori chimici iniziano a reagire con i biomarcatori del tumore al seno. I dati vengono acquisiti e, successivamente, inviati al server cloud. Quest’ultimo li elaborerà tramite algoritmi di apprendimento automatico per fornire la diagnosi, comunicata attraverso l’App collegata.

Blue Box e  la“spia” del cancro: il rapporto tra i metaboliti E2 e E16

La presenza di un cancro comporta degli scompensi dei metaboliti (prodotti intermedi sintetizzati dal metabolismo cellulare) e, nel nostro caso nelle urine, l’estradiolo, ormone estrogeno prodotto dalle ovaie, produce due ormoni chiamati estrone 2 (E2) ed estrone 16 (E16). Il rapporto fra questi due metaboliti estrogeni indica un indice di rischio del tumore della mammella.

Nello specifico, l’ormone E16 ha una forte azione oncogena in quanto stimola la replicazione cellulare in generale, al contrario, l’ormone E2 ha un’azione protettiva rispetto al tumore della mammella: se prevale E16 abbiamo un rischio maggiore di sviluppare la malattia, viceversa se prevale E2.

Ulteriori vantaggi dell’utilizzo del dispositivo e Covid-19

Sicuramente visite di controllo, ecografia e l’autopalpazione sono strumenti validi e importanti per monitorare la nostra salute, tuttavia, in tutti questi casi avremo esito positivo solo quando la malattia sia ormai già presente con i primi sintomi; dunque, Blue Box è una soluzione in grado di darci informazioni prima che il tumore al seno si manifesti effettivamente in tempi brevi e senza doversi recare in clinica.

informareonline_blue_box_idea

Un’invenzione per niente banale, considerato questo momento. È bene ricordare che nei primi 5 mesi del 2020, in Italia, ci sono stati 400mila esami di screening in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Con una conseguente riduzione di circa 2mila nuove diagnosi di tumore al seno a causa della pandemia in corso.

Un dato importante e da non sottovalutare. Sicuramente è da prendere in considerazione la possibilità di diffusione del dispositivo Blue Box e utilizzarlo direttamente a casa. Una soluzione anche per abbattere i costi del sistema sanitario.

di Marta Krevsun

Print Friendly, PDF & Email