Si intitola “Blu Oltremare” la raccolta di poesie nata dalla penna di Anna Mozzi, psicologa e psicoterapeuta casertana, pubblicato dalla casa editrice Apeiron. Settantacinque pagine in cui il singolo componimento poetico viene accompagnato con una tavola della pittrice contemporanea Francesca Bartalini.

La poesia dell’autrice è ispirata al mare e ai suoi abissi: come si può evincere dall’introduzione, Anna Mozzi dà vita ai suoi componimenti dopo essersi ispirata alle diatomee, ovvero microalghe unicellulari presenti in tutti gli ambienti acquatici naturali e che ricoprono un importante ruolo ecologico, poiché assorbono l’anidride carbonica. Ma si sa che la poesia può avere numerose forme ed interpretazioni; il blu oltremare, questo “abisso magmatico” può essere certamente metafora del fondale dell’animo umano, di un viaggio nelle profondità dell’inconscio dove per poter raggiungere la luce in superficie si necessita di una spinta.

Ognuna delle poesie è ricca di elementi metaforici e spesso molte parole sono enfatizzate con l’uso del maiuscolo. I versi sono liberi, la parola non è incatenata a particolari stili metrici; tutto si sussegue come fosse verbo trasportato da corrente marina, in maniera molto fluida e coerente. Unica pecca forse, è rappresentata dalla grande quantità di locuzioni latine e dalla scelta di termini poco utilizzati: ciò appesantisce la forma e rende nel complesso il libro meno accessibile ai più giovani, che essendo generalmente poco avvezzi alla lettura finirebbero per reputarlo noioso ed incomprensibile.

Molto profondo e particolare, tuttavia, è il modo con cui l›autrice paragona il fondale marino all’amnios, liquido che culla la vita nel grembo materno. Inoltre è facilmente intuibile nelle ultime pagine un’attualizzazione che attraverso l’elemento del mare, riporta alla figura dei migranti, “tremuli anime discese, cadute nel fondo del mare che fa da specchio al cielo, senza bussola né rotta”.

Filo conduttore della raccolta è quindi la bellezza del mare e tutto ciò che nasconde; si viene a contatto con la superficie per poi nuotare verso il fondo, raggiungendo le diatomee: particelle minuscole ma dalla immensa importanza, nonché perfetta incarnazione metaforica e biologica del libro; poche pagine ma grandi contenuti.

Una lettura sicuramente piacevole per i fruitori del genere poetico, grande spunto di riflessione per lettori dalla spiccata sensibilità e soprattutto di particolare peso culturale.

di Daniela Russo

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018

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