Black & White: l’associazione che fa da ponte per i cittadini del mondo

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Nel 2021 parlare di razzismo dovrebbe essere ormai solo un’attività ai fini di accrescimento culturale, tra i banchi di scuola e non, per mettere a conoscenza le nuove generazioni degli errori e degli orrori commessi da chi il mondo lo abitava prima di noi. Eppure non è così. Oggi, nel 2021, il fenomeno del razzismo si diffonde a macchia d’olio alimentato dai media e dai politici i quali hanno appreso l’efficacia di una cultura dell’odio su una cittadinanza poco acculturata e svuotata di ogni briciolo di umanità. Il risultato di queste propagande dell’odio è stato lo sbavare rabbia e urlare indignazione verso chi di colpe ne ha ben poche. Incattiviti e a tratti molto pericolosi, i figli della cultura dell’odio hanno permesso non solo alla criminalità di inghiottire interi territori ma, soprattutto, di lavorare non più con l’obiettivo di costruire e migliorare ma con quello di distruggere e svilire. In un bacino strabordante di criminalità come quello del territorio di Castel Volturno anni fa, precisamente nel 2001, venivano poste le basi per il cambiamento. Postasi come il mezzo per arrivare a un fine l’associazione Black & White, gestita dai Missionari Comboniani, ha sempre avuto chiari i propri obiettivi: integrazione e inclusione gli elementi fondamentali della loro missione.

Attualmente concentrata nella zona di Destra Volturno e Pescopagano, la comunità africana trova un vero e proprio rifugio nella sede operativa di Via Po dove i Missionari si preoccupano di seguire donne, uomini e bambini cercando di costruire un ponte che possa favorire l’integrazione tra italiani e stranieri oltre che prendersi cura, sotto più punti di vista, di quelli che risultano essere gli emarginati. Con una particolare attenzione verso i bambini l’associazione ha dato vita a un centro educativo che lavora per far riconoscere a tutti, a prescindere dalle origini, il diritto all’educazione, all’istruzione, alla salute e, in generale, al vivere dignitosamente. L’iniziativa ha negli anni ampliato i suoi orizzonti permettendo anche ai giovani adulti di entrare a far parte di una comunità e ricevere, qualora ce ne fosse il bisogno, tutto l’aiuto possibile.

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Padre Daniele e Padre Sergio ci hanno accolto e raccontato quanto, con i diversi progetti portati avanti dall’associazione, sia stato possibile aiutare la comunità da tempo emarginata e sfruttata. Noto a tutti è il fenomeno del Caporalato, piaga dolorosa dei nostri territori, che vede non solo la manodopera dei migranti sfruttata ma, soprattutto, la loro mortificazione da parte di chi è solo alla ricerca di un capro espiatorio. Ma non solo, la comunità straniera è vista sul territorio come quella forza lavoro provvisoria e temporanea che, al termine della giornata di lavoro, deve sparire dagli spazi della vita sociale.

Questo atteggiamento repulsivo ha favorito la creazione di ghetti e dunque di intere zone abitate solo da stranieri nelle quali sono in vigore sistemi e leggi a parte che rimarcano solo l’incapacità dello Stato italiano di affrontare il problema della totale assenza dei diritti dei migranti. Padre Daniele ha sottolineato come questo non faccia altro che rimandare a un fenomeno di schiavitù che però si è evoluto nel tempo. L’associazione Black & White si sta impegnando sul territorio anche per restituire una dignità lavorativa alle numerose donne giunte a Castel Volturno.

Il progetto di sartoria sociale “Action Women” è infatti uno spazio dedicato alla creatività in cui il bisogno di creare legami sociali la fa da padrone. L’impegno creativo di queste donne ha dato loro la possibilità di intraprendere un cammino imprenditoriale producendo la fascia turbante skaf, prodotto di punta del progetto, che unisce la varietà e vivacità dei colori e delle stampe africane alla bellezza di tessuti come seta, velluto e cotone; la produzione di questi prodotti non solo ha contribuito al rafforzamento del legame tra le Ladies coinvolte, ma è anche un meraviglioso progetto lavorativo che ha donato loro indipendenza oltre che porre tutti dinnanzi all’evidenza che l’unione di culture, elementi e personalità di diverse provenienze genera del bene.

La formazione scolastica dei più giovani e la coltivazione di passioni, che possono diventare un vero e proprio lavoro, sono solo la punta dell’iceberg dell’impegno sociale dell’associazione e dei suoi volontari.

Raccontare di queste splendide realtà presenti sul territorio di Castel Volturno è un vero e proprio appello alla sensibilità di tutti: aiutiamoci e smettiamola di etichettarci o rinchiuderci in queste categorie legate alla provenienza. In fin dei conti siamo tutti cittadini del mondo.

di Rossella Schender

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°223 – NOVEMBRE 2021

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