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«Bisogna tutelare il giornalismo d’inchiesta», le parole di Massimo Scuderi

Silvia De Martino 03/12/2021
Updated 2021/12/03 at 4:41 PM
5 Minuti per la lettura

Nel suggestivo scenario della Reggia di Caserta, la sera del 19 novembre 2021, ha avuto luogo la quinta edizione dell’European Award Investigative and Judicial Journalism. Ideato dal giornalista siciliano Massimo Scuderi, tale evento nasce con l’intento di premiare le personalità che si distinguono per meriti nel giornalismo giudiziario ed investigativo, portando a compimento inchieste di interesse nazionale ed internazionale. L’obiettivo è, quindi, quello di premiare la verità raccontata senza filtri e senza paura.

Quest’anno, oltre al patrocinio del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione, del Ministero della Cultura e dell’AGCOM, la premiazione ha ricevuto anche quello dell’Eurojust (unità di cooperazione giudiziaria dell’Unione Europea) ed è stata insignita della “Medaglia del Presidente della Repubblica”, concessa da Sergio Mattarella.

Come madrina dell’evento è stata scelta la vincitrice del Premio Nobel per la Pace del 2017 Lisa Clark, rappresentante italiana di Ican, la Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari. Si tratta di una coalizione che unisce 468 organizzazioni operanti in 101 nazioni per porre fine al proliferare delle testate atomiche. L’italoamericana ha, inoltre, candidato il Corpo sanitario italiano al premio Nobel per la pace del 2021. «È stato davvero un onore per noi averla come madrina dell’evento», queste le parole in merito dell’organizzatore Massimo Scuderi, intervistato da Informare.

«Il significato del Premio, naturalmente, è quello di scoprire giornalisti che raccontano verità – continua Scuderi –. Si inserisce in un contesto di un giornalismo d’inchiesta: ci sono redazioni coraggiose che cercano le verità più scomode. Noi premiamo le linee editoriali che permettono un’informazione libera. Mai come quest’anno abbiamo valorizzato davvero chi ha rischiato tanto per accendere i riflettori su argomenti scottanti».

Sono saliti sul palco per ricevere il riconoscimento, infatti, personalità come il team Backstair di Fanpage.it – Salvatore Garzillo, Luigi Scarano, Sacha Biazzo e il videomaker Arsenio Imperioso –, Stefania Maurizi de Il Fatto Quotidiano, Gessica Costanzo, Alessio Lasta ed Angelo Morlando per la redazione di Informare con l’inchiesta sullo sversamento in mare delle acque contaminate provenienti dal reattore di Fukushima.

Oltre che giornalisti, sono stati premiati anche imprenditori, associazioni e forze dell’ordine, come Salvatore Scarpa – amministratore generale del Jambo1 –, i Carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, il 1º Reggimento Carabinieri paracadutisti “Tuscania” e l’Associazione CIMO MEDICI.

Da sottolineare, infine, lo speciale intervento di Ghazal Yahya Zadeh e Arezoo Yahya Zadeh, giovani giornaliste afghane che hanno difeso i diritti delle donne del loro paese. «È stata davvero una grande emozione averle sul palco, soprattutto quando hanno letto le loro dichiarazioni e ringraziamenti. Con il loro intervento, abbiamo voluto dare un significato ulteriore a questa edizione: il 25 novembre, infatti, è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e la loro presenza ha avuto un significato importante in questo senso». Le due giovani sorelle, portate in salvo in Italia dal Tenente Rosa Pastore, il Sergente Federica Dionisio e il Caporal Maggiore Scelto Francesca Polli, sono state premiate per il loro attivismo a tutela dei diritti umani e sociali a Herat in Afghanistan. «Si sono distinte per la loro professionalità giornalistica, che ha esaltato la dignità di ogni donna afghana e di riflesso di tutte le donne del mondo».

Insieme con Barbara Russo Cirillo, Rosy Sgroi – Vicepresidente dell’associazione culturale Sirio –, Rosario Pluvirenti, Lucio Visciano e l’avv. Antonino Amato, Massimo Scuderi ha realizzato una memorabile quinta edizione del Premio. «Siamo felicissimi della riuscita della cerimonia. Senza i giornalisti e senza la testimonianza di ognuno, l’evento non avrebbe senso. Questa edizione credo sia stata davvero di alto profilo e di interesse internazionale per i vari argomenti trattati».

Con l’European Award Investigative and Judicial Journalism si esalta un giornalismo puro, libero e veritiero, così come dovrebbe essere. «Bisogna spingere la politica ad approvare una legge che non permetta le querele temerarie, che intimidiscono il giornalista: serve una legge che tuteli il giornalismo d’inchiesta», conclude così Massimo Scuderi.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°224 – DICEMBRE 2021

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