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Una delle caratteristiche dei tumori è rappresentata dalla loro eterogeneità e, cioè, alla loro capacità di evolversi e manifestare diversi profili molecolari in diversi tessuti dell’organismo o anche nello stesso tessuto. Ciò si traduce nell’acquisizione di meccanismi di resistenza ai farmaci e nella difficoltà di scelta di una terapia appropriata. 

Le biopsie tumorali rappresentano il fondamento per l’identificazione dei meccanismi di acquisizione della resistenza al farmaco e, conseguentemente, per l’adozione di terapie mirate. Un articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature Medicine” suggerisce che le sole biopsie tumorali possano sottostimare l’eterogeneità dell’acquisita resistenza al farmaco nel singolo paziente, e che informazioni supplementari e concomitanti possano derivare dallo studio delle cosiddette “biopsie liquide”, ossia biopsie derivanti da campioni biologici non solidi (principalmente da sangue). 

Più nel dettaglio, le cellule tumorali, soprattutto negli stadi avanzati della malattia, rilasciano livelli elevati di DNA tumorale circolante (ctDNA) nel plasma sanguigno, la cui analisi ha permesso di identificare alterazioni emergenti della resistenza. Lo studio è stato condotto dal Broad Institute del MIT e Harvard, in collaborazione con il colosso informatico IBM. Biopsie tumorali e biopsie liquide sono state raccolte da 42 pazienti con differenti tipi di tumori gastrointestinali conclamati (pancreas, fegato, colon e stomaco) e l’acquisita resistenza alla terapia mirata e i risultati delle analisi molecolari sono stati oggetto di confronto. Nel 78% dei casi, l’analisi dei ctDNA di tali pazienti, effettuata tramite l’utilizzo di algoritmi, ha permesso di identificare ulteriori meccanismi di resistenza al farmaco che non erano emersi dalle normali biopsie.

Questo studio ha importanti risvolti clinici: una strategia terapeutica che miri al superamento della farmacoresistenza deve tener conto del fatto che il paziente possa ospitare numerosi subcloni di cellule tumorali con diversi meccanismi di resistenza al farmaco. Inoltre, l’inserimento nella clinica dell’utilizzo delle biopsie liquide nella fase post-progressiva del tumore potrebbe avere un ruolo importante nell’identificare e superare i meccanismi di resistenza al farmaco. Questi risultati rappresentano un ulteriore passo avanti negli studi delle biopsie liquide, il cui ruolo ed importanza e’ stato ampiamente descritto nel libro “Liquid Biopsy in Cancer Patients”, edito dal professor Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Health Research Organization in Philadelphia, in collaborazione con i professori Antonio Russo, professore ordinario presso l’Universita’ di Palermo, e  Christian Rolfo, dell’ospedale Universitario di Anversa (UZA). 

di Antonio Giordano

 

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