Bilancio, l’armonia è complessa

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Mettere sul piatto della bilancia, bilanciare le cose, fare dei bilanci quando creare l’armonia non sempre risulta facile. Cos’è il bilancio e perché è anche in relazione con la Costituzione e perché diviene spesso ragione di interesse per ogni Governo?

Viene definito bilancio il documento che ha una valenza sia giuridica che contabile, al cui interno vengono elencate le entrate e le spese di attività finanziaria di un Ente pubblico o di una attività privata, facenti riferimento ad un periodo di tempo specifico, riportante i flussi finanziari di entrata e di uscita.

Il bilancio più noto che fa riferimento ad un Ente pubblico è senza dubbio il bilancio dello Stato, i cui principi vengono posti dalla Costituzione a cui fanno seguito numerose leggi che vanno a disciplinare il procedimento di formazione ed il suo contento che è vincolante.

È l’articolo 81 Cost. a regolare l’istituto del bilancio: commi 1 e 2 prevedono il principio di pareggio e impongono limiti alla procedura di indebitamento; il comma 3 sancisce che le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati al Governo; il comma 5 prevede riserva di legge aggravata per ciò che riguarda il contenuto e le norme fondamentali, nonché una riserva di legge costituzionale per i principi.

Bisogna compiere un distinguo qualora i valori presenti nel bilancio facciano riferimento a operazioni relative a un periodo futuro, che sia annuale o pluriennale, oppure ad un lasso di tempo trascorso, solitamente di durata annuale.

Nel primo caso si tratterà di un bilancio di previsione che rappresenta il mezzo mediante il quale il Parlamento esercita un controllo antecedente riguardo l’operato dell’esecutivo, autorizzando a gestire le risorse preventive e definendo i limiti quantitativi della propria azione. Differente è invece il bilancio consultivo, che ha una funzione di controllo andando ad equiparare i risultati ottenuti con quelli previsti, verificando se i vincoli posti dal Parlamento siano o meno stati rispettati.

È ormai frequente notare come nelle differenti Legislature il tema del bilancio dello Stato sia diventato un punto di rilevante discussione. Ciò accade, essenzialmente, per due ragioni: il bilancio ha assunto un forte valore politico –  economico e rappresenta, come illustrato, lo strumento del Governo per realizzare la sua politica economica e al contempo un mezzo di controllo del Parlamento.

Ma c’è anche un’altra ragione che si collega ad un ambito che fuoriesce dai confini nazionali, ed è il rapporto con l’Unione Europea.

La forte crisi finanziaria avvenuta un decennio fa, ha spinto l’Unione Europea ad imporre una rigorosa politica di bilancio finalizzata ad assicurare una stabilità nell’eurozona.

Momenti salienti di questo percorso sono il Patto di Stabilità e il fiscal compact che ha introdotto la regola del pareggio di bilancio. Tale pareggio di bilancio già era stato introdotto con la legge del 196 del 2009 ma ha assunto maggiore centralità con la legge costituzionale n. 1 del 2012 che è intervenuta direttamente sull’articolo 81 Cost. introducendo il principio generale secondo cui tutte le Pubbliche Amministrazioni devono assicurare l’equilibrio tra entrate e spese nonché la sostenibilità del debito.

Il ricorso all’indebitamento non è previsto, salvo l’ipotesi in cui si verificano eventi eccezionali che vengono qualificati come: gravi recessioni economiche, crisi finanziare e gravi calamità naturali e soltanto a seguito della autorizzazione delle Camere a maggioranza assoluta.

Ruolo essenziale per verificare se tutto viene svolto secondo quando previsto, è anche il semestre europeo mediante il quale gli Stati membri devono obbligatoriamente definire e programmare le politiche economiche e di bilancio nazionali in maniera conforme e funzionale alle decisioni del Consiglio Europeo.

L’obbiettivo che si intende realizzare è quello di una coesa e sana crescita in disparati settori di ogni Stato in modo che l’UE possa ottenere uno sviluppo continuo. È però opportuno ricordare che una eccessiva attenzione al tema economico, con ridotte possibilità di manovra per gli Stati europei può divenire un morsa per il riconoscimento, la garanzia e la messa in atto di principi e valori che appartengo in modo indissolubile all’essere umano.

di Salvatore Sardella

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