Bilancio di Responsabilità Sociale

Uno strumento di trasparenza per tribunali e procure

Sulla corruzione è stato scritto tanto, forse quasi tutto.

Sono state sviscerate tutte le implicazioni giuridiche e sociali, come fatto recentemente sia dal dott. Catello Maresca (La mafia è buona) sia da Isaia Sales (Storia dell’Italia corrotta). Checco Zalone, inoltre, nel film “Quo vado”, è riuscito anche a ironizzare, ma spiegando in maniera diretta e per tutti, le differenze tra collusione e corruzione utilizzando “il regalo della quaglia”. Un fatto è certo: nessuno può tirarsi fuori dal rischio della corruzione, pertanto, tutti gli atti e documenti che aiutano ad avvicinare i cittadini/portatori di interesse (stakeholder) alle Istituzioni, aumentando trasparenza e visibilità, devono essere letti sempre con grande attenzione e analizzati. Abbiamo iniziato uno studio che riguarda tutti i Tribunali d’Italia, scaricando dai rispettivi siti il Bilancio di Responsabilità Sociale che costituisce la rendicontazione sulle attività svolte, sui risultati ottenuti e sulle responsabilità di natura economica e sociale con lo scopo di rendere noto l’utilizzo delle risorse, dei risultati conseguiti, delle scelte effettuate, per consentire agli stakeholder di valutarne l’operato. Non siamo riusciti a ottenere il Bilancio del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ma abbiamo analizzato, perché reso disponibile da internet, quello della Procura della Repubblica dello stesso Tribunale.
Dal confronto dei dati, sono evidenti i risparmi conseguiti dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere in un solo anno (tra il 2015 e il 2016). Speriamo a breve siano disponibili i dati per il 2017, 2018 e 2019 per poter proporre ulteriori approfondimenti e analisi. Un dato, che riguarda un’indagine giornalistica molto complessa che portiamo avanti già da un anno, riguarda le spese per le consulenze tecniche per le Procure e i Tribunali, un settore che in generale, non brilla per trasparenza di regole. La rotazione degli incarichi non è quasi mai praticata con rigore e i dati sulle consulenze (importi liquidati per ogni anno e per ogni consulente) non sono resi disponibili.
Da una prima stima, possiamo affermare che in tutti i Tribunali/Procure d’Italia e per ogni anno, sono distribuiti almeno 100 milioni di euro per consulenze tecniche (solo il Tribunale di Napoli, nel 2014, ha liquidato oltre 4 milioni di euro).
L’ANAC, oltre un anno fa, ci rispose che la materia non è di propria competenza, ma noi continuiamo a ritenere che le consulenze tecniche per i Tribunali/Procure dovrebbero rientrare nell’applicazione del Codice degli Appalti, dove le regole sono già scritte e immediatamente applicabili.
Riteniamo che vi sia necessità di maggiore trasparenza e di maggiori dati, perché 100 milioni di euro all’anno è una cifra troppo significativa per non innescare rapporti poco chiari e, come già detto, nessuno può ritenersi estraneo ai rischi della corruzione.

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TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°203
MARZO 2020

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