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Biblioteca nazionale di Napoli: scoperte lettere di astronomi dell’800

Cristina Siciliano 09/09/2022
Updated 2022/09/09 at 4:14 PM
4 Minuti per la lettura

Nella Biblioteca nazionale di Napoli sono state scoperte delle lettere di astronomi dell’800 che erano indirizzate ad Annibale de Gasperis.

Biblioteca nazionale di Napoli: scoperte lettere di astronomi dell’800

Dalla sezione Manoscritti e rari della Biblioteca nazionale di Napoli è emerso un piccolo nucleo di lettere indirizzate ad Annibale de Gasparis, noto astronomo famoso per le sue scoperte, divenuto dopo l’Unità d’Italia nel 1860 direttore dell’Osservatorio di Capodimonte.

Annibale de Gasparis ha scoperto nel 1849, ad appena 30 anni, il suo primo asteroide, 10 Higiea. Nessuno ha mai creduto che  giovane astronomo ancora precario all’Osservatorio di Napoli, avesse potuto scoprire un nuovo pianeta.

La scoperta

Ecco come le lettere rimettono nella giusta luce l’importanza delle scoperte. Si tratta di sette lettere di apprezzamento firmate dai principali protagonisti della scienza astronomica e della cultura di metà Ottocento.

Si tratta degli astronomi britannici John Herschel della Royal Astronomical Society, George Airy dell’Osservatorio di Greenwich e John Russell Hind, l’astronomo di Parigi François Arago e quello di Bruxelles Adolphe Quetelet. Inoltre,  ci sono anche le lettere dello scienziato ed esploratore tedesco Alexander von Humboldt e la lettera firmata dal kaiser Federico Guglielmo IV di Prussia.

In particolare si pensava fosse andata perduta la lettera di John Herschel, noto per aver realizzato un esteso catalogo di stelle multipli e doppie nonché figlio di William, che nel 1781 aveva scoperto Urano, una bellissima lettera che gli storici dell’astronomia hanno sempre citato ma che nessuno aveva potuto consultare se non i contemporanei dello scienziato di Capodimonte.

Chi era Annibale de Gasperis

Annibale de Gasperis studiò nei seminari di Sulmona e Chieti appassionandosi alla lettura dei classici e imparando la matematica da autodidatta. Nel 1838 arrivò a Napoli per studiare ingegneria presso la Scuola di Ponti e Strade e l’anno successivo fu accettato come alunno presso l’osservatorio.
Pubblicò i suoi primi lavori scientifici nel 1845 sulla misura dell’orbita del pianetino Vesta.

Il 12 aprile 1849 la costanza al telescopio di de Gasparis venne premiata con la scoperta del grosso asteroide 10 Igea (il nome originale era Igiea Borbonica).  Seguì  11 Parthenope l’11 maggio 1850.

Dopo questi vennero 13 Egeria (1850), 15 Eumonia (1851), 16 Psiche (1852), 20 Massalia (1852), 24 Themi (1853), 63 Ausonia (1861) e, infine, 83 Beatrice il 26 aprile 1865. Fra tutti quelli scoperti l’asteroide di dimensioni maggiori è Igea che misura 530 × 407 × 370 km, di poco inferiore a Vesta.

Di fatto, fra il 1849 e il 1853 e usando solo tecniche visuali, de Gasparis fu il maggiore scopritore di asteroidi al mondo! Per le sue scoperte, già nel 1851 la Royal Astronomical Society di Londra gli assegnò la medaglia d’Oro.

Nel 1861 de Gasparis divenne senatore dell’allora neonato Regno d’Italia per i suoi alti meriti scientifici (e l’opposizione ai Borboni), ma fu nominato secondo astronomo solo nel 1863, dopo aver attenuto la libera docenza insegnando astronomia, geodesia e geografia matematica all’Università di Napoli. Nel 1864 divenne direttore dell’Osservatorio di Capodimonte. In questo ruolo si preoccupò di potenziare l’Osservatorio nel campo della meccanica celeste, ossia l’attività che lo aveva portato ai vertici della sua carriera.

In seguito al precario stato di salute de Gasparis lasciò la direzione di Capodimonte nel 1889 e la sua vita terrena pochi anni dopo, nel 1892.

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