Grande delusione da parte dei fans di Beyoncé per la vertiginosa riduzione del prezzo del biglietto dei concerti a Milano e a Roma, il 6 e l’8 luglio scorsi. Ci si aspettava il sold-out. I tre settori numerati, invece, inizialmente dal valore di un centinaio di euro, verranno venduti un mese prima dei concerti in Italia a circa 30€ su TicketOne. Un’ingiustizia che, ahimè, non dipenderà di certo dalla cantante la quale, tuttavia, compie un passo falso, un ulteriore affronto che spingerà molti a rivendere il proprio biglietto. Nessuna traccia, infatti, di un nuovo e preannunciato album, intorno al quale avrebbe dovuto strutturarsi la scaletta di “On The Run II”. Ecco, un artista non è tale solo e se accontenta il proprio pubblico. La presentazione a sorpresa di “Everything is love” a tour già iniziato, in conclusione del concerto a Londra, il 16 giugno, dopo già tre esibizioni, non può che essere interpretata come la volontà di una donna, e di suo marito, che decidono di raccontarsi tramite quello che sanno fare meglio. Le nuove canzoni non incontreranno la voce del pubblico nei grandi stadi dell’Europa e dell’America ma si mischieranno al genere rap che da sempre calibra per bene le sue parole, affinché siano ascoltate, affinché si possa raccontare.

Un concerto di due ore e mezza allo Stadio Olimpico di Roma, l’8 luglio scorso, con Jay-Z, sicuramente ben congeniato. Entrambi hanno ripercorso la loro storia, sia artistica che personale, dal fidanzamento alla “Bonnie e Clyde”, passando per il tradimento di lui con “I Care” e “Resentment”, alla riconciliazione finale e al perdono con “Young Forever”. Attenzione a non confondere la morale di questa bella favola che potrebbe sembrare in maniera del tutto legittima una strategia di marketing e che non è la potenza dell’amore.

Beyoncé piace perché “earned all this money but they never take the country out me” (nonostante abbia guadagnato tutti i suoi soldi, è rimasta sempre la stessa ragazza di paese) e “I like my negro nose with Jackson Five nostrils” (le piace il suo naso con le narici grandi, tipico della fisionomia dei neri), come dice nel suo brano “Formation”. È schietta ed è donna: due aspetti che difficilmente possono coincidere. E per quanto siano famosi i suoi soldi e il suo lato B, è la donna che non suscita l’invidia delle altre, bensì le porta a imitarla e non perché sia più bella, o più sexy, o più ricca: è modello di grinta. Ammirata per le sue coreografie, è lei stessa a circondarsi di ballerine virtuose, di carnagioni e taglie differenti, e, quando balla, è una di loro. Apprezzare un suo concerto significa notare la sincronia tra lei e gli altri artisti sul palco: ballerini, cantanti, chitarristi, sassofonisti. L’impressione finale è che i tanti milioni a sua disposizione siano stati spesi in maniera intelligente. Lei è una mina pronta a esplodere ma anche una mamma, una moglie e una Donna forte, dolce, delicata, che canta seduta, a cappella, davanti al suo pubblico. E qui emerge la sua anima.

di Alessia Giocondo