Betty Danon

Betty Danon e la sua “Mail Art” arrivano a Napoli

Giovanna Di Pietro 23/12/2022
Updated 2022/12/23 at 10:57 AM
3 Minuti per la lettura

La galleria Tiziana Di Caro ospita una mostra sull’artista Betty Danon intitolata “For The Grey Days Only“, a Napoli. Danon è un’artista di origine turca, trasferitasi a Milano negli anni Cinquanta, dove ha esposto la gran parte delle sue opere. Interessata all’arte concettuale, prima astratta e successivamente alla sperimentazione con i segni, è stata anche esponente della “Mail Art“.

Per Mail Art si intende una performance artistica iniziata dalla Danon spedendo circa 200 messaggi ad altrettanti artisti, le risposte saranno raccolte in una mostra del 1979 intitolata Io & gli altri presso la Galleria Guido Apollinaire. Influenzata dalla filosofia di Jung, Danon ha mostrato da subito un interesse per i segni primari- punto e linea– che diventano elementi centrali dei suoi lavori negli anni ’70. Anche il suono, spesso ripreso sottoforma di pentagramma, è parte integrante del suo immaginario.

La sperimentazione femminista

Betty Danon è una delle tante artiste che si ritrova nella collettiva sulla Materializzazione del linguaggio presentata alla Biennale di Venezia nel 1978. Durante la mostra presenta “Memorie del segno sonoro“, che rappresenta a pieno la ricerca artistica di quel periodo, basata sull’uso dell’inchiostro su carta, il pentagramma e la manipolazione dei segni.

Danon fa parte di quel filone di artiste dedicatesi alla “concrete poetry” nel ventennio tra 1959 e 1979: usa cioè la forma per dare una dimensione di significato alla poesia stessa. Oltre alla poesia visiva, Danon è anche influenzata dalla corrente femminista in arte, che in Italia trova la sua massima espressione proprio nel 1978. In occasione della mostra alla Biennale, su iniziativa dell’artista Mirella Bentivoglio, vengono presentati più di 80 artisti. Questi diventano un “soggetto inaspettato” sulla scena artistica, sfidando il “monologo della cultura patriarcale” attraverso la sperimentazione artistica.

“Memorie del segno sonoro” (1978)

La mostra sull’artista Betty Danon a Napoli

“For The Grey Days Only” è una fiaba indirizzata ad Amelia Etlinger, amica di penna dell’artista, per aiutarla a superare gli incubi di cui soffriva. Danon crea gli elementi di “Rainbowland”, un mondo alternativo in cui l’umorismo e la filosofia si uniscono alle sperimentazioni con la carta ed il colore. Le opere compongono un libro delle favole ricco di collage e pop-up, che arricchiscono la favola. Rainbowland viene richiamata ad ogni passo, mediante l’utilizzo di timbri postali e la ripetizione di parole chiave, che richiedono la piena attenzione dell’osservatore.

Il buon umore è la chiave di scoperta dell’esposizione, grazie a una serie di opere di Danon incentrate sulla scrittura del 1976 che utilizzano gli stessi colori vivaci per mettere in risalto la gestualità dell’artista. Le frasi- spesso massime filosofiche- sono rese indistinguibili, se non per alcune parole chiave, lasciando lo spettatore davanti ad un enigma.

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