Nessun vino è stato mai famoso quanto il Falerno, il più apprezzato e più costoso dell’antichità, esso si può considerare il primo D.O.C. della storia enologica mondiale, oggi, è senza dubbio, una delle perle dell’enologia italiana. I metodi di vinificazione e conservazione sono cambiati rispetto ad un tempo, ma questo ce lo può meglio spiegare Amalia Angelino, figlia dei titolari dell’azienda Regina Viarum.

La Storia dell’Azienda inizia verso la fine del XIX secolo, in breve come si è evoluta fino ad oggi?
«La nostra storia parte da una tradizione di famiglia che col passare degli anni si è evoluta in un qualcosa di più completo; da semplice produzione delle uve fino ad arrivare alla trasformazione, con vinificazione, affinamento, imbottigliamento e messa in commercio del prodotto finito, il vino Falerno del Massico DOP Primitivo Biologico. Il tutto accompagnato da un ammodernamento dei vigneti, della struttura e dell’arredo della Cantina».

Perché si dovrebbe scegliere di degustare il vostro vino, e quali sono le caratteristiche che contraddistinguono i vostri prodotti?
«Produciamo i nostri vini con passione e dedizione, caratteristiche che contraddistinguono un po’ tutti i piccoli produttori, facendo particolare attenzione al rispetto dell’ambiente e della salute dei consumatori, per questo tra l’altro siamo stati insigniti di vari premi a livello nazionale. Bere i nostri vini significa bere un territorio, una storia».

Qual è il vino che maggiormente vi rappresenta? E perché?
«È molto difficile rispondere a questa domanda, tutti i nostri vini sono un’espressione diversa del nostro modo di intendere il vino. Ci piace vedere come si possono ottenere risultati diversi cambiano i modi ed i tempi di vinificazione ed affinamento con un’accurata selezione delle uve. Dovendo proprio scegliere non potrei non nominare il nostro Cru, il Falerno del Massico Primitivo DOP Biologico “Vigna Barone”, la punta di diamante dell’azienda anche se, il nostro Falerno DOP Biologico ZerO5 non ha molto da invidiare ad esso».

Cosa cambierebbe del mondo vinicolo italiano così com’è oggi?
«Mi vengono in mente tante cose, ma pensando al nostro territorio, quello che più mi piacerebbe, sarebbe riuscire a fare sistema tra noi produttori per riuscire a dare un impulso sempre più grande alla nostra DOP Falerno del Massico. Cosa difficile ma non impossibile».

Un abbinamento vino-cibo riuscito che non si aspettava?
«Siamo in Campania dove il cibo più consumato è senza dubbio la pizza e a dispetto di quel che si possa pensare, l’abbinamento pizza-vino è un qualcosa di meravigliosamente rivoluzionario e buono, ovvio bisogna pensare a delle pizze ricche e complesse e a dei vini più giovani e freschi».

Cosa significa la dicitura D.O.C. riguardo ai vini? Cosa distingue un vino D.O.C. dagli altri vini?
«D.O.C., Denominazione di Origine Controllata o D.O.P. Denominazione di Origine Protetta, è una sigla che contraddistingue i vini di una determinata area geografica che fanno riferimento ad un determinato disciplinare di produzione da seguire per ottenere dei vini di elevata qualità».

di Emilio Pagliaro

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