Benzina e diesel, prezzi alle stelle: ma c’è un perché (e centra anche il Governo)

Gianrenzo Orbassano 04/01/2023
Updated 2023/01/04 at 2:52 PM
6 Minuti per la lettura

Allo scoccare della mezzanotte del 1 Gennaio 2023, i distributori di carburante in tutta Italia, segnalavano un aumento del prezzo di benzina e diesel. Se prima di Capodanno, benzina e diesel costavano rispettivamente circa 1,60€ e 1,65€ al litro, in questi giorni si arriva a spendere quasi 1,80€ o addirittura 2,00€ al litro.

Prezzi alle stelle per benzina e diesel, quindi. Ma dietro a questi aumenti ci sono vari fattori, tra cui anche una decisione impopolare del Governo Meloni. Se vi state chiedendo del perché di questi aumenti, siete nel posto giusto. Continua a leggere questo articolo e capiamo le ragioni di questi aumenti.

Quanto costano benzina e diesel oggi

Secondo i dati di Staffetta Quotidiana, pubblicati nella giornata di ieri 3 Gennaio, la benzina self service è a 1,803 euro al litro. Il diesel a 1,865 euro al litro. Di conseguenza, si registrano aumenti per la benzina in modalità servito che tocca 1,951 euro al litro. Per il diesel, si arriva a 2,015 euro al litro. Gli altri carburanti, come il Gpl, nella modalità servito è a 0,791 euro al litro. Il metano servito è a 2,394 euro al kg.

Solo colpa della guerra in Ucraina?

Le cause dell’aumento dei prezzi dei carburanti, vengono troppo semplicisticamente attribuite alla guerra in Ucraina. Ma il costo del carburante aveva iniziato ad aumentare molto prima dell’invasione della Federazione Russa del 24 febbraio 2022. Sicuramente, la guerra ha tuttavia aggravato la situazione. Tra i fattori che hanno determinato l’impennata dei costi di diesel e benzina, c’è l’aumento del prezzo del Brent, cioè il petrolio estratto nel Mare del Nord.

La corsa del prezzo del greggio nel 2021 è stata una conseguenza del rimbalzo dell’economia post Covid, che è stato molto forte a fronte di un’offerta di gas, petrolio e carbone ridimensionata dai tagli degli investimenti iniziati negli anni precedenti. Nel corso del 2022 invece all’aumento iniziale del prezzo del petrolio, è seguita una fase di ribasso frutto anche della strategia Zero Covid cinese. Pechino infatti è il primo importatore di greggio al mondo.

Questione accise: Draghi le aveva notevolmente ridotte

Con un intervento costato circa 7 miliardi, il governo Draghi aveva ridotto le accise sulla benzina da 73 centesimi di euro al litro a 48 centesimi al litro, quelle sul gasolio da 62 centesimi a 37 centesimi al litro e quelle sul Gpl da 27 centesimi a 18 centesimi al chilo, inizialmente solo dal 22 marzo al 21 aprile. La misura poi è stata sempre riconfermata fino al 18 novembre 2022.

Con il governo Meloni, da poco entrato in carica, è stato confermato il taglio fino al termine dell’anno, salvo poi ridurlo pochi giorni dopo per il solo mese di dicembre. Dal primo al 31 dicembre, infatti, il taglio delle accise è stato minore rispetto agli altri mesi del 2022: 15 centesimi al litro su benzina e gasolio e in 5 centesimi al kg sul Gpl.

Salvini e Meloni: ma le accise non dovevano essere abolite?

Se guardiamo nel campo della politica, ricordiamo la battaglia dell’attuale Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini che, già nel 2018 prima di far parte del governo Conte I, aveva promesso di mettersi a lavoro per un taglio sulle accise in tema carburanti. Non se ne fece nulla. Non solo, ha raddoppiato con l’aumento dei pedaggi autostradali. Il governo ha scelto di non confermare il taglio delle accise per ragioni di budget oltre che per scelte politiche, che lo hanno spinto a privilegiare altri interventi. Si tratta infatti di un provvedimento costoso: per coprire lo sconto da marzo a dicembre ci sono voluti circa 7 miliardi di euro. Anche l’attuale premier Giorgia Meloni, ha avuto i suoi trascorsi con l’argomento delle accise.

Così si esprimeva quando era all’opposizione: “Gli aumenti previsti vanno bloccati e le accise esistenti vanno progressivamente abolite” scriveva nel 2019. L’attuale premier, che all’epoca si batteva per l’abolizione delle accise sul carburante, metteva in scena un finto rifornimento a una stazione di servizio spiegando come su 50 euro di benzina, solo 15 vanno al benzinaio mentre il restante allo Stato.

Assoutenti segnala gli aumenti per le famiglie

Con il nuovo anno arrivano invece i rincari nei trasporti. Secondo Assoutenti, gli italiani dovranno fare i conti con gli aumenti di benzina e gasolio a causa dell’addio al taglio delle accise da parte dell’attuale governo Meloni, per gli incrementi dei pedaggi autostradali e, in molte città, per i rincari dei biglietti di bus e metro: il totale sarà circa 2.435 euro per ogni famiglia.

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