Benvenuti al Museo Archeologico di Calatia

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Accolti dal prof. Antonio Salerno e guidati da Cristina Capriglione

Il Museo Archeologico di Calatia è custode di preziosi tesori all’interno di uno dei più deliziosi palazzi nobiliari di Terra di Lavoro: il Casino di Starza Penta dei Duchi Carafa, in via Caudina a Maddaloni.
Ringraziamo per l’ospitalità il prof. Antonio Salerno, archeologo del MiBACT e direttore dei Musei archeologici di Alife, Maddaloni, Teano, Montesarchio e la dott.ssa Cristina Capriglione, ricercatrice in Scienze Archeologiche, che ci hanno introdotti ad una visita guidata speciale attraverso i beni conservati dal Museo.


Il Casino di Starza Penta, prima dei restauri iniziati nel 1993, risultava in condizioni scandalose di abbandono. Basti pensare che la facciata principale era stata nascosta da un muro di lamiere ed il giardino delle delizie che vi era alle spalle fu selvaggiamente distrutto per avviare nuove costruzioni.
I rilievi, i lavori di restauro, l’allestimento delle sale e l’apertura di uno spazio polifunzionale, hanno regalato alla città di Maddaloni un luogo importante per lo sviluppo sociale e culturale della comunità, che oggi è anche un punto di riferimento per altri musei, per la qualità del servizio offerto.
Un prestigioso riconoscimento per il ruolo che il Museo di Calatia svolge sul territorio è arrivato dalla sezione italiana dell’ICOM (International Council of Museums) con il premio Museo dell’Anno 2017.
Il percorso museale si svolge tra il piano terra ed il piano nobile.
Si nota soprattutto l’attenzione data alle modalità di divulgazione.
La visita didattica, da non intendersi solo come attività di supporto a quella scolastica, permette al fruitore di muoversi liberamente tra le sale ed attraverso cartelli mobili, pannelli LIS, codici QR -indirizzati ad audioguide gratuite- ragguagliarsi sulla storia del territorio, sulle scoperte relative all’antica città di Calatia o sulle vicende più recenti del Casino e dei Carafa.


Calatia rappresenta un importante centro culturale preromano. L’area archeologica è a cavallo tra i comuni di San Nicola la Strada e Maddaloni, a due passi dalla famosa area di bonifica di Lo Uttaro. Le suppellettili trovate indicano che gli abitanti di Calatia erano al centro di ricchi commerci tra l’Etruria, la Grecia e l’Egitto.
Un esempio su tutti il raro vasellame in bucchero, un prodotto ceramico, la cui tecnica di origine etrusca, permetteva di avere una terracotta nera e lucida, simile al metallo. I romani colsero la centralità di questa città e scelsero di far passare proprio di qua la Regina Viarum, la famosissima via Appia, infatti nel Museo è possibile, attraverso un’installazione multimediale, affrontare un viaggio lungo la via che collega Roma con Brindisi.


È stato il primo di una serie di appuntamenti che, grazie alla disponibilità e all’invito del prof. Salerno, abbiamo immediatamente colto, con la concreta possibilità di accompagnare numerosi altri ragazzi della Redazione e di lettori di Informare in un complesso museale di grandissimo interesse.

di Angelo Morlando e Francesco Cimmino

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°211
NOVEMBRE 2020

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