Benevento: a Durazzano il panettone dal sapore di-vino

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Il panettone dal sapore di-vino

Ad occidente della provincia di Benevento, al centro di una vallata accerchiata dal Monte Burrano, dal Monte Longano, dal Monte Aglio e infine dalla gola di Tagliola (nei pressi di Sant’Agata de’ Goti, per intenderci) sorge Durazzano. Si tratta di un paesino delizioso il cui nome deriva dal primitivo Oraczanum che, insieme al termine Durazzano, per la sua flessione aggettivale, sembra che siano nati da un antico possesso prediale. Questo comune vanta una posizione di prestigio nel campo vitivinicolo.

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I vini prodotti in questi luoghi sono noti per la singolarità e la particolarità delle caratteristiche organolettiche, merito anche dell’altitudine della provincia, posta a 286 metri sul livello del mare. Questo ha permesso ai produttori, nel tempo, di trovare la posizione ideale per i loro vigneti, così da ottenere uve idonee per elevati standard di produzione e richiesta. Molte, infatti, sono le dominazioni di origine dedicate al vino come il Benevento IGT, la Falanghina del Sannio DOC e il Sannio DOC.

In particolare si produce un’ottima Falanghina, madre e nettare eccezionale del nostro prodotto da forno dal sapore di vino: il panettone artigianale alla Falanghina di Nonna Rosa. Le prelibatezze di Nonna Rosa è un marchio che nasce nel 1969 grazie a due concetti di fondo con i quali si raggiunge l’eccellenza: la qualità e l’artigianalità.

L’idea fantastica da cui nasce questo panettone è il voler offrire ai palati più disparati fragranze e sapori antichi ma al contempo nuovi: antichi grazie alle antiche ricette di Nonna Rosa, nuovi grazie a suo nipote Carmine, lo chef che permesso la continuazione di una così bella tradizione puntando ai prodotti freschi, naturali e genuini. Un modo per differenziarsi dalle produzioni industriali a favore del potere dell’artigianalità.

Tutto ciò renderà il vostro (e nostro!) periodo natalizio ancora più esilarante e non potrete più fare a meno di questa pregevolezza. Pensate che il panettone alla Falanghina DOC del Sannio riposa e lievita per 24 ore, processo che permette di esaltare i sapori giusti, quelli che renderanno uno dei periodi dell’anno ancora più caratteristico. E, se vi state chiedendo come accompagnare questo amabile e saporito manicaretto, la risposta è più semplice di quanto si possa pensare: ovviamente con la Falanghina.

Che sia, però, decisamente quella del Sannio, magari invecchiata, oppure giovane se piace di più, andando un po’ contro le solite convenzioni dell’abbinamento cibo dolce – vino dolce, perché spesso è bene provare altro, sperimentando ignoti e inconsueti assaggi che possono dar vita dentro di noi a nuovi ricordi ed emozioni. Perché il potere del cibo, e del Natale, è anche questo.

di Maddalena Sorbino

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°223 – NOVEMBRE 2021

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