La scelta che ha scaturito critiche, polemiche ma anche solidarietà. In tutto il mondo come nelle strade di Napoli si diffonde la consapevolezza che esiste una bellezza atipica come quella di Armine.

Nei giorni scorsi un boom di critiche, articoli e news ha invaso la rete. Armine Harutyunyan è una giovane ragazza armena di ventitré anni, proveniente da una famiglia di artisti, nella vita fa l’illustratrice. Ciò che ha indotto molti a scatenare parole poco gentili nei suoi confronti è il fatto che sia stata scelta da Gucci come modella. A rincarare la dose la notizia, poi rivelatasi falsa, che la stessa Armine fosse stata inserita nella lista delle donne più belle al mondo. Perché tanto affanno? Per il volto della ragazza. Irregolare per alcuni, non simmetrico e scoordinato secondo le massime ideologie della fisionomia. Eppure, la sua immagine è stata decisiva affinché la maison la scegliesse a sfilare su una passerella.

La bellezza non convenzionale di Armine è molto distante da ciò che lo show business e la moda spesso rimpinzano. Forse è questo il problema effettivo. Veniamo abituati a un concetto di bellezza standardizzata in cui qualsiasi altro tipo di bello non può rientrare. I canoni estetici inculcati dalla società stessa seguono una visione ben precisa, costante e lineare. Ma chi può effettivamente decretare, con assoluta imparzialità, il veramente bello? Esistono tante sfumature di bello e molte sono soggettive. È difficile assicurare l’assoluta bellezza. Poi c’è ben più di questo nella vita. “Alle ragazze dico di non omologarsi” è la risposta di Armine alla vicenda. Consiglia agli altri di concentrarsi su sé stessi nonché di riuscire a trovare il bello in ciò che amano.

Il diverso, l’insolito incutono timore ma queste cose possono insegnare tanto e in primis ad esser curiosi e di superare le prime impressioni. Se per qualcuno un viso non propriamente convenzionale ha suscitato disprezzo, per altri si è rivelato una fonte d’ispirazione. A Napoli, al Rione Conocal di Ponticelli, lo street artist Raffo Art ha dedicato alla modella armena un murale. Ne ha scattato una foto e l’ha pubblicata sul proprio profilo Facebook con una frase a sostegno della giovane: “c’è un solo tipo di successo, quello di fare della propria vita ciò che si desidera”. L’artista napoletano non è stato il solo, anche altri hanno omaggiato la modella armena tramutando la sua immagine in disegni artistici.

Alessandro Michele, fa parlare delle proprie inventive radicali sin dal suo debutto a capo della casa fiorentina. Visi atipici erano già stati presentati nelle scorse passerelle Gucci e non solo femminili. La scelta della modella con sindrome di Down precede questa di Armine. A far da modelli alla prima Milano Digital Fashion Week di luglio c’erano i designer dell’ufficio stile Gucci. La selezione di visi differenti si distacca dalle solite proposte. Lo stilista vuole ostentare la molteplice bellezza umana attraverso la moda, portavoce di messaggi, veicolo di un linguaggio mutevole che sfila con l’immaginario.

di Chiara Del Prete

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