Befana ed Epifania: le origini della festa dei doni

Befana notte epifania

Oltre ad essere la festa più amata dai bambini per il consueto scambio di doni e golosità, quella dell’Epifania è amata e celebrata sopratutto dagli adulti.

Ma cosa c’è dietro questa tradizione? Cosa ci affascina tanto di questa figura dalle sembianze di una vera e propria strega che però distribuisce doni e dolci ai bambini?

Già gli antichi Romani celebravano l’inizio dell’anno organizzando feste in onore al Dio Giano e alla Dea Strenia, queste festività erano definite le “Sigillaria”; ci si scambiavano infatti auguri e doni in forma di statuette d’argilla, bronzo, oro e argento. Le suddette statuette erano definite “sigilla”, da sigillum che in latino voleva dire letteralmente statua. Le Sigillaria di solito erano fatte di pasta dolce, avevano forma di bamboline o animaletti ed erano molto desiderate dai bambini fino a che la tradizione si radicò profondamente e la chiesa la adattò alla sua dottrina.

Durante il Medioevo, il periodo tra il Natale e il 6 gennaio, rappresenta le “dodici notti” in cui la notte dell’Epifania è definita proprio la “Dodicesima notte”, questo periodo viene subito dopo la semina ed è un periodo ricco di speranze per il raccolto del nuovo anno.

Nel corso di quelle dodici notti i contadini raccontavano di veder volare sopra i campi seminati la Dea Diana (Dea della Luna, della caccia e della fertilità) con un gruppo di donne; rituale atto a fertilizzare il raccolto.

Nel corso dei secoli e con l’avvento di nuove credenze, Diana, da Dea della fecondità diventa nell’immaginario comune una divinità infernale, e nascono i racconti sulle streghe a ridosso del vecchio e del nuovo anno.

In tutta Europa si diffonde velocemente la credenza che il periodo tra Natale e l’Epifania sia quello più propenso al volo delle streghe. In particolare, in Germania del nord, Diana assume le vesti di Frau Holle mentre nel sud quelle di Frau Berchta. Le due figure mitologiche portano dentro sia il bene che il male e volando su una scopa seguite da maghe e altre streghe.

In questa atmosfera a metà tra mitologia e tradizione, nasce la figura della strega buona che è la Befana a cavallo della scopa e che, volando nella dodicesima notte, lascia ai bambini dolci o carbone.

In questa figura sono evidenti tutti gli elementi caratteristici sia della tradizione pagana che del culto cristiano.

Attualmente, in molti paesi, nella notte dell’Epifania si accendono i falò, in Friuli Venezia Giulia, ad esempio, ho assistito a falò immensi e suggestivi in qui un fantoccio dalle sembianze di Befana veniva bruciato. Il fumo dei falò è considerato di buon auspicio per il raccolto e le ceneri derivanti vengono sparse per le campagne limitrofe.

Che si tratti di storia, tradizione o mitologia, quella della Befana è una figura che ci ha accompagnati da bambini e ci emoziona ancora in età adulta, dopotutto, a chi non fa piacere ricevere in dono dolci e carbone di zucchero?!

di Maria Perillo