informareonline-Batman-il-ritorno-del-cavaliere-oscuro-La-nona-arte

Troppo spesso l’impegno di disegnatori, narratori e più in generale di tutti coloro che lavorano nell’ambito dei fumetti viene eclissato dai soggetti che pensano che la nona arte sia riservata ai ragazzini, che sia lettura da bagno e che soprattutto baloon e vignette non possano essere veicolo di grandi messaggi. Inutile dire che non è così. Sono migliaia i fumetti e le graphic novel che nascondono, neanche troppo bene, significati che sono veri e propri pugni nello stomaco. Una di queste grandi opere è “Batman: il ritorno del cavaliere oscuro” di Frank Miller.

L’opera nasce come una mini serie divisa in quattro albi poi convogliati in un volume unico. Il ritorno del cavaliere oscuro è il primo pezzo di una saga che prosegue con “il cavaliere oscuro colpisce ancora” e “il cavaliere oscuro razza suprema”, più altri due piccoli albi: un prequel e uno spin-off. Il primo però è il volume più significativo e soprattutto quello che trasporta i messaggi più importanti.

Innanzitutto è bene specificare che l’opera di Miller parla di un ritorno di Batman concreto e reso tangibile dai media, ma questo è un discorso che verrà approfondito più avanti. Il fumetto comincia con un Bruce Wayne ormai vecchio, stanco e in “pensione” dalla sua attività di vigilante. Nella società che viene data in pasto al lettore, Batman è ormai un mito del passato che nessuno si sarebbe aspettato di rivedere nei cieli di Gotham. Ma quando nelle strade della città si riversa una nuova banda di criminali, i mutanti, il crociato incappuciato torna più aggressivo e malvagio che mai. Esatto, malvagio, perché nelle pagine di di quest’opera Batman è un violento carnefice dei criminali, un giustizialista sadico che fa prevalere l’istinto e la sete di sangue sul raziocinio e soprattutto, Batman è un fascista. A più riprese nelle pagine egli verrà definito in questo modo, perché d’altro canto, come si definisce un uomo che in barba alla legge si crea la propria giustizia, che crede la propria violenza più giusta della violenza degli altri e che soprattutto crede nella punizione e non nella riabilitazione? Nonostante ciò, però, chiunque leggerà Il ritorno del cavaliere oscuro amerà Batman.

Parlando di riabilitazione, Miller ne darà una visione spettacolare e “d’esposizione”. Due Facce e Joker saranno entrambi riabilitati e pronti a rientrare nella società, ma più che un risultato per questi ultimi sembra essere un risultato per i medici che se ne sono occupati. Si riveleranno poi dei totali fallimenti, rimarcando quanto gli americani diano più importanza alla visione mediatica delle persone che alle persone stesse. Ritornando al discorso Media è palpabile il fatto che la televisione, la radio e i giornali siano veri e propri personaggi. Non sarà raro infatti, trovare all’interno delle pagine decine e decine di vignette strette e claustrofobiche dedicate interamente al pensiero di giornalisti e opinionisti che amano e odiano verosimilmente Batman e più in generale tutti gli eventi che accadono a Gotham. “Il media” è dunque un personaggio bipolare, bugiardo, bianco o nero senza sfumature di pensiero.

Batman non è l’unico eroe che la storia prende in considerazione, si parla infatti anche del suo eterno rivale, l’uomo d’acciaio. Superman in questa storia è l’esatto opposto del cavaliere, è rappresentato come un fedelissimo soldato della Casa Bianca, talmente fedele da diventare quasi uno schiavo. Esempio egregio del servilismo cieco e dell’assuefazione degli americani nei confronti dell’America. Paradossale è il concetto che Batman e Superman veicolano: l’uomo contro i suoi simili e il dio alle dipendenze degli uomini. Il dualismo di questi colossi li porterà ad un’epica battaglia nelle battute finali di questo capolavoro con un esito che bisogna obbligatoriamente scoprire.informareonline-batman-v-superman

Infine Miller parla anche di giovani. Purtroppo oggi, a differenza di altre tematiche, il modo in cui l’argomento viene trattato è leggermente vetusto ma non per questo meno interessante. I ragazzi sono rappresentati come pecore in cerca di un pastore. Iconico rimane l’episodio del fumetto in cui un gruppo di ragazzi inizialmente fedeli ai mutanti passa senza alcuno scrupolo dalla parte di Batman una volta decaduto il loro leader. Oggi per fortuna i ragazzi godono di un istinto maggiormente autonomo e soprattutto desiderano più che mai essere vento e non bandiera.

Doveroso è aprire una parentesi anche sui disegni. L’arte e lo stile inconfondibile di Miller si riversano nei personaggi sporchi e ricchi di grinze, pezzi di carne strappati a pizzichi e gettati sul foglio, bestie perennemente nude e materiali in modo spesso inquietante. I colori di Lynn Varley infine mettono in chiaro chi comanda, non voi che state leggendo ma bensì la carta che tenete in mano, la stessa carta che è in grado di farvi sentire il freddo inverno sulla pelle per ogni pagina che scoprirete, la stessa carta che vi distruggerà dall’interno. Ipossibile precludersi un’esperienza letteraria del genere.

di Giuseppe Spada

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