Basket: Ettore Messina si interroga sul futuro

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Ettore Messina, allenatore dell’Olimpia Milano, scrive una lettera indirizzata ai leader del basket europeo chiedendogli di interrogarsi sul futuro delle competizioni nazionali ed internazionali alla luce della crisi covid-19 che sta attanagliando anche il mondo dello sport.

Messina scrive che «stiamo vivendo un periodo molto serio e complicato: i governi di molti paesi europei hanno preso decisioni basate sulla chiusura delle varie comunità. Ogni settimana, abbiamo un numero sempre maggiore di giocatori, allenatori, membri di club che risultano positivi ai vari test, e dunque un numero sempre maggiore di partite, in ogni paese o in ogni competizione internazionale, sono rinviate.

Le difficoltà di viaggiare all’estero stanno aumentando le preoccupazioni per la salute di squadre e arbitri. Presto, non ci saranno più date disponibili per giocare le partite rinviate. Un numero maggiore di risultati dipenderà dalla fortuna.

Per tutte queste ragioni, con grande umiltà, da appassionato tifoso del nostro sport, vorrei chiedere ai nostri leader di prendersi un minuto, mettere da parte le differenti opinioni e sedersi attorno ad un tavolo

Al momento, l’unica scelta logica sembrerebbe quella di sospendere le competizioni europee e consentire alle leghe nazionali di finire le loro stagioni nei prossimi quattro mesi. Probabilmente a marzo o aprile, tutti i tornei internazionali potranno essere completati, auspicabilmente in tempo per prepararsi poi per le Olimpiadi».

Non sono mancate le repliche di altri esponenti del panorama cestistico italiano. Il presidente della Lega basket Umberto Gandini si dichiara favorevole alle proposte di Ettore Messina, perché coincidono con gli obiettivi della Lega, ovvero di proteggere il prodotto nazionale, anche adottando una formula diversa.

Anche alcuni presidenti e dirigenti di A si sono mostrati favorevoli alle idee di Messina; come il Presidente della Reyer Venezia Federico Casarin, che auspica di terminare il campionato. Mentre Stefano Sardara, presidente del banco di Sardegna Sassari, e Salvatore Trainotti, dirigente dell’Aquila Trento, si sono complimentati con Messina per aver posto la questione; criticandone la formula proposta, si sono detti disponibili a trovare una soluzione di comune accordo.

Infatti, a proposito della formula si è espresso il coach Carlo Recalcati, accusando chi di competenza di non aver previsto anzitempo l’evoluzione nefasta del campionato. Si sarebbe potuto adottare una modalità tipo NBA; due conference con graduatorie da stilare non in virtù dei punti conquistati bensì della percentuale di vittorie. «Così chi poteva permettersi di lottare per lo scudetto lo avrebbe comunque fatto, ma nel frattempo tutte le altre squadre avrebbero avuto un paracadute» e restare a galla. Invece ora molte squadre di basket stanno soffrendo e chissà se nel breve futuro non le vedremo sparire.

A campionato in corsa, prosegue Recalcati, «possiamo trasformare la classifica sulla scorta della percentuale di vittorie e sconfitte; al di là del numero di gare effettivamente disputate. Playoff per tutti, semmai accorciati e naturalmente zero retrocessioni. Per salvare la stagione in una tale situazione di estrema precarietà».

Sarebbe interessante vedere questa proposta non legata solo al mondo della pallacanestro, ma estesa a tutti gli altri sport, come il calcio. È chiaro che sia una proposta a tratti utopica, ma ben vengano menti pensanti ed illuminate dall’interno del mondo sportivo; ben venga intavolare nuove discussioni per prepararsi ai possibili nefasti scenari futuri.

Lo sport deve continuare ad incarnare quei sani principi che lo distinguono; deve proporre soluzioni adeguate all’emergenza che stiamo vivendo e trascinare le masse a comportarsi correttamente.

di Francesco Cimmino

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